EVENTI E MOSTRE

Vittorio Corcos a Palazzo Pallavicini a Bologna riapre e proroga

A mano a mano che le nostre regioni si colorano di giallo, riaprono tiepidamente (e per ora soltanto in settimana) anche i musei. Tra le riaperture più attese quella della mostra su Vittorio Corcos. L’esposizione si trova a Palazzo Pallavicini a Bologna. Inaugurata lo scorso ottobre, era stata sospesa da uno dei DPCM di fine anno a causa della pandemia. Oggi riapre finalmente al pubblico e con una proroga che ne fissa ora la chiusura al 27 giugno 2021. 

Vittorio Corcos – ritratti e sogni, è questo il nome completo dell’esposizione curata dal Professor Carlo Sisi, mette insieme nelle sontuose sale del palazzo bolognese alcune delle più significative opere dell’artista livornese, provenienti da collezioni pubbliche e private. Dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma alle Gallerie degli Uffizi, dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano al Museo Civico Giovanni Fattori sono tanti gli enti che hanno prestato le loro opere per questa interessante esposizione. 

La mostra è organizzata da Pallavicini s.r.l. di Chiara CampagnoliDeborah Petroni e Rubens Fogacci

40 opere monumentali distribuite in sei sezioni che testimoniano la presenza di Vittorio Matteo Corcos all’interno dell’ampio panorama figurativo ottocentesco, che va dalla seconda metà fino al primo trentennio del secolo seguente. 

Allievo di Domenico Morelli, Corcos entra in contatto con autori come De Nittis, di cui era amico, entrando a far parte del salotto parigino del tempo, e raccontando come nessun altro il fascino intramontabile della Bella époque

Sono soprattutto le donne i soggetti preferiti dell’artista, che ritrae con una minuzia che anticipa e gareggia con la fotografia del tempo, conferendo ai suoi personaggi una profondità psicologica. 

Benché Corcos si interessi, nel corso della sua vita e della sua carriera, anche ai paesaggi della costa livornese, è soprattutto l’universo femminile quello che riesce a raccontare meglio. Sono le donne alto borghesi i suoi soggetti preferiti, ai quali spera quasi di carpire un segreto ritraendole. 

Tra le donne ritratte dall’artista, presente nel percorso di visita, anche Lina Cavalieri, considerata da Gabriele D’Annunzio la “massima testimonianza di Venere in terra”. 

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