ARTE

Visita virtuale nei luoghi di Dolce & Gabbana a Firenze

Nell’era del covid, sembra quasi un binomio sempre più indissolubile quello dell’alta moda e dell’arte, non solo perché alcune influencer, come Chiara Ferragni, hanno iniziato a promuovere il territorio e le bellezze italiane attraverso i propri canali social, ma anche perché sempre più stilisti scelgono luoghi d’arte per presentare al pubblico le proprie creazioni.

Ultimi, solo in ordine di tempo, Domenico Dolce e Stefano Gabbana approdati questa volta nel giardino di Villa Bardini a Firenze.

Immancabile, come da tradizione ormai, la polemica legata all’uso della location e alle conseguenti disposizioni che portano chiusure di edifici eccezionalmente chiusi al pubblico e ZTL straordinarie per l’organizzazione degli eventi.

Se a tenere banco questa estate è stato l’evento di Dior a Lecce, la polemica pre-autunnale questa volta è tutta per loro, per Dolce e Gabbana e la concessione fatta dal Comune di Firenze, che ha esentato gli stilisti dal pagamento di una locazione per i monumenti, ha ridotto del 50% l’occupazione di suolo pubblico e accordato la ZTL gratuita e concesso l’utilizzo di Palazzo Vecchio.

E di nuovo il mondo dell’arte si interroga se sia giusto concedere tanti privilegi ad aziende che potrebbero tranquillamente pagare o ricevere in cambio questo ormai fantomatico “ritorno di immagine”.

In un articolo di gennaio 2020 (in era pre-covid) i visitatori annui di Firenze erano circa 24 milioni, di questi oltre 4 milioni affollavano le sale delle Gallerie degli Uffizi (al centro della controversia Ferragni). Chiaro che, con numeri così alti, è quasi irrilevante la presenza di un brand internazionale che scelga la città e le sue bellezze per promuoversi. Figuriamoci poi, concedere i propri spazi “aggratis” senza nemmeno il pagamento di un seppur agevolato dazio. Ma nell’era del coronavirus, dove il turismo, e in particolare quello culturale, è probabilmente IL settore che ha subito maggiori danni, è giusto ricordare a noi italiani e agli stranieri che città come Lecce e Firenze, al pari delle più inflazionate omologhe europee, sono veri e propri scrigni di tesori, dai rinascimentali palazzi e opere senza tempo alle architetture barocche e i colori tipici della nostra terra.

Dal canto loro, D&G, per ricambiare il favore, hanno realizzato dei mini-documentari, veri e propri mini-tour, per scoprire le location del loro evento moda, da Villa Bardini, suggestivo teatro della sfilata, al contestato Palazzo Vecchio, sede di un party esclusivo. E benché le visualizzazioni siano piuttosto esigue, e la condivisione minima, ho deciso di condividerli io, perché è giusto dare risalto anche al tentativo di fare promozione culturale. E allora, polemiche a parte, ecco il giro che Dolce & Gabbana ha voluto farci fare attraverso YouTube.

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