MUSEI

Visita al “Museo che non c’è”. Ecco di cosa si tratta e come vederlo

Quarantene, DPCM, lockdown. Il 2020 resterà l’anno più difficile per la cultura, che per arginare il diffondersi del COVID19 ha visto i luoghi della cultura chiusi al pubblico. Musei, pubblici o privati, hanno infatti dovuto chiudere le porte proprio nei due periodi più importanti: la primavera e il Natale. 

Ma per i tanti luoghi d’arte che hanno chiuso, ci sono altrettante iniziative on-line, spesso gratuite, che provano a compensare questa pesante assenza. 

Tra questi la Fondazione De Fornaris, che ben prima del coronavirus aveva già in programma la creazione di un museo, esclusivamente virtuale, di cui la pandemia ha soltanto accelerato il processo. Nasce così il Museo che non c’è

Fondata a Torino nel 1982, nei suoi quasi quarant’anni di attività la Fondazione non ha mai potuto disporre di una propria sede espositiva. Le opere della collezione, che vanno da Hayez a De Chirico, da Pellizza da Volpedo a Morandi, passando per Merz e Pistoletto, vengono prestate in comodato d’uso alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino, che ciclicamente le espone al pubblico. 

Con l’avanzare del coronavirus, la necessità di un museo, quantomeno virtuale, si fa più forte, e così grazie a Infinity Reply, è stato realizzato uno spazio virtuale che è possibile visitare con le più moderne tecnologie 3D, dalle applicazioni per smartphone agli Oculus: «“Il Museo che non c’è”, grazie al quale la Fondazione De Fornaris potrà presentare la sua prestigiosa collezione al mondo – ha dichiarato in merito il presidente della Fondazione, Piergiorgio Re – permetterà così a studiosi e appassionati di scoprire anche da remoto i suoi capolavori grazie all’utilizzo del 3D e della realtà virtuale». 

Per visitare il “Museo che non c’è” basta collegarsi al sito www.fondazionedefornaris.org oppure scaricando l’apposita applicazione, da iOS o PlayStore di Google, o l’applicazione Oculus dal sito della Fondazione, per vivere questa esperienza in 3D che ci immerge letteralmente nell’arte. 

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