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Un centro vaccinale al Museo di Capodimonte a Napoli

A pochi giorni dalla riapertura dei musei al pubblico, il Museo di Capodimonte è già proiettato verso una nuova grande avventura: supportare la campagna vaccinale anti-covid. È di questi giorni infatti la notizia che Sylvain Bellenger, direttore del museo, avrebbe messo a disposizione gli spazi della Fagianeria Borbonica, nel cuore del Real Bosco di Capodimonte a Napoli. Offerta immediatamente accolta dal manager ASL 1, Ciro Verdoliva, felice che “la cultura pensi anche alla salute”.

Adesso si lavora per allestire il centro vaccinale che dovrebbe permettere la somministrazione di almeno 1000 vaccini al giorno.

Non si tratta di una novità, anzi, per il sito è quasi un ritorno al passato. Già nel 1913 infatti la Reggia aveva ospitato un centro vaccinale.

un gruppo di persone si affacciano al balcone per celebrare il vaccino

Nel 1913 il Colonnello Carlo Campari, Ufficiale d’Ordinanza di Sua Altezza Reale il Duca D’Aosta, soggiorna insieme alla sua famiglia reale nella Reggia di Capodimonte.

Amedeo e Aimone D’Aosta al Museo di Capodimonte

È lo stesso Colonnello Campari che documenta questi momenti con una serie di scatti, che ritraggono una serie di persone affacciarsi alla balconata in direzione della Palazzina dei Principi, mostrando con soddisfazione il segno della puntura della vaccinazione effettuata da poco.

Le immagini sono datate al 6 giugno 1913, potrebbe dunque trattarsi del vaccino contro il vaiolo, dal quale l’Europa era stata duramente colpita, imponendone l’obbligatorietà nel 1888.

Nella stessa Napoli il vaiolo, racconta Benedetta de Falco, presidente del Premio GreenCare Aps, il vaiolo nel 1768 aveva fatto 60mila vittime in poche settimane.

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