ARTE

Terme di Caracalla: storia del complesso che oggi rappresenta l’Italia nel mondo

Le Terme di Caracalla a Roma si illuminano del nostro tricolore, e resteranno così in segno di solidarietà fino alla fine dell’emergenza sanitaria del coronavirus.

L’immenso impianto termale prende il nome dall’Imperatore che le inaugurò nel 216 d.C. e fino all’inaugurazione delle Terme di Diocleziano, rappresentarono il più grande complesso termale al mondo.

Per l’approvvigionamento dell’acqua fu creata appositamente una diramazione dell’Acqua Marcia, che attraversava la Via Appia attraverso l’Arco di Druso.

Il complesso fu gravemente danneggiato a seguito della guerra gotica nel 537, quando Vitige, re dei Goti, taglia gli acquedotti, ponendo così fine alla funzione delle terme.

Totalmente abbandonate, le terme ebbero vari riusi, tra cui quella di xenodochio, ovvero di ostello gratuito per i pellegrini, mentre l’area circostante fu riutilizzata tra l’altro come luogo di sepoltura per le inumazioni.

Il terreno del complesso fu poi sfruttato per l’agricoltura, in primis come vitigno, dai proprietari delle ville vicine.

Roma, emergenza coronavirus, le Terme di caracalla illuminate con il Tricolore Italiano

Sotto il pontificato di Papa Paolo III, il complesso divenne oggetto di diverse campagne di scavo nel XVI secolo, che riportarono alla luce svariate statue sottrattesi alla distruzione medievale. Tra queste, quelle che andranno a costituire il nucleo principale della Collezione Farnese, tra cui il Toro e l’Ercole Farnese che, per questioni dinastiche e ereditarie sono oggi custoditi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Le campagne di scavo proseguirono fino al ‘900 inoltrato. Nel 1938, scavando e liberando i sotterranei fu scoperto quello che, ad oggi, è ancora il più grande Mitreo mai rinvenuto a Roma.

Le Terme di Caracalla alternano oggi cultura, arte, spettacolo. Dal 1937 infatti l’area centrale ospita concerti e rappresentazioni teatrali, soprattutto durante la stagione estiva, che vanno ad aggiungersi al cartellone dell’Opera di Roma.

L’iniziativa di illuminare il Complesso con i colori della nostra bandiera ha dunque un alto valore simbolico, ed è promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma e realizzata in collaborazione con Acea: «Mi piace sottolineare che accendere con il tricolore anche il grande prospetto di Caracalla, una quinta monumentale che chiude il lato Sud della città storica – dice la Soprintendente, Daniela Porro – sia di buon auspicio perché i luoghi della cultura possano riaprire al più presto, non appena sarà possibile farlo in completa sicurezza».

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