SMACH la Biennale delle Dolomiti visibile fino al 12 settembre 2021

Inaugurata lo scorso 10 luglio la 5° edizione della biennale SMACHConstellation of art, culture & history in the Dolomites, che proseguirà fino al 12 settembre 2021 in Val Badia.

Ideato da Michael Moling, un concorso internazionale che si svolge ogni due anni. Dieci gli artisti vincitori che hanno realizzato opere concepite appositamente per ognuno dei siti prescelti e che vanno a comporre un percorso espositivo lungo la Val Badia, tra i 1100 e i 2300 metri di altitudine. Un’occasione per un turismo di prossimità, per un’esperienza di arte contemporanea percorribile in tre giorni di escursioni.

In Val dl’Ert (in ladino, Valle dell’Arte) si potranno invece ammirare le opere delle edizioni precedenti di SMACH acquisite per la collezione permanente.

Prestigiosa la giuria, presieduta da Guus van de Hout – storico dell’arte olandese e curatore al MET di New York, che ha visto partecipare tra gli altri l’artista tedesca Julia Bornerfeld, l’artista altoatesino Gehard Demetz, il curatore e consigliere della GAMeC di Bergamo Giacinto Di Pietrantonio e la curatrice del MAXXI di Roma Giulia Ferracci.

Tema intorno al quale ruota l’edizione di quest’anno è la parola “Fragile”. I progetti esaminati, le cui domande sono letteralmente raddoppiate rispetto all’anno precedente, sono stati considerati sulla base di parametri di fattibilità, di sicurezza e di adattamento al clima montano, ma anche l’adeguata collocazione in ognuno dei siti predisposti e proposti e il valore di sostenibilità ecologica. Sì, perché uno dei temi indagati è stato proprio l’attenzione all’ambiente.

Sono state selezionate 10 opere che meglio incontrassero la lettura da parte del pubblico e un’interazione con esso, e che fossero al tempo stesso di qualità, semplici e originali.

Ogni opera è stata ideata appositamente per uno dei siti selezionati dalla Biennale SMACH. Le località prescelte sono: Le da Rina, Chi Jus, Pra de Pütia, Forcela de Furcia, Val dl’Ert, Tru di Lec, La Crusc, Armentara, Fanes, Pederü.

2000€ il premio assegnato a ciascun progetto e una residenza di quattro giorni per ciascun artista. Oltre 1000 le domande pervenute da tutto il mondo per una manifestazione che si è rapidamente affermata nel mondo dell’arte contemporanea.

Tra le opere che più di altre mi hanno colpito, c’è sicuramente 2035 di VAZ, Andrea Ventimiglia & Alessandro Zotta a St. Gallen, Svizzera. Si tratta di un enorme timer che scandisce il conto alla rovescia e segna il momento in cui gli effetti del riscaldamento globale saranno irreversibili. Un’opera che vuole essere un invito a riflettere, un invito al tempo che scorre, a non rimandare più, ad agire subito prima che sia troppo tardi.

Qui la gallery:

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