EVENTI E MOSTRE

Robert Doisneau riapre al pubblico dopo il lockdown, a Palazzo Pallavicini a Bologna dal 21 maggio

La cultura non si ferma e non tutto è perduto. Probabilmente è questo il messaggio che lancia Palazzo Pallavicini a Bologna, a pochi giorni dall’annuncio della riapertura dei musei italiani a partire dal prossimo 18 maggio.

Il 21 maggio infatti lo storico palazzo bolognese riaprirà gli aristocratici portoni della mostra dedicata a Robert Doisneau. Inaugurata lo scorso 5 marzo, la mostra ha dovuto chiudere i battenti dopo pochi giorni. L’esposizione è stata prorogata fino al 21 luglio, in un regime di totale sicurezza per i visitatori e per i membri dello staff.

Cambiano le modalità di fruizione che sembrano ora prediligere l’aspetto telematico: lo shop on-line del bookshop è sempre attivo così come potenziata la vendita di biglietti on-line momentaneamente con una capacità massima ridotta.

Robert Doisneau, Mademoiselle Anita, Paris 1951 © Atelier Robert Doisneau

Sistemi di sicurezza anche all’interno del percorso museale, a cominciare dalla biglietteria, dove i visitatori troveranno delle paratie in plexiglass, le stesse che sono state apposte anche all’interno del bookshop.

Le parole d’ordine sono quelle con cui abbiamo avuto modo di familiarizzare in queste settimane dai notiziari: ingressi contingentati, distanze di sicurezza e dispositivi di protezione per tutelare se stessi e gli altri.

Organizzata da Pallavicini s.r.l. di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, la mostra vede la curatela proprio dell’Atelier Robert Doisneau di Montrouge in Francia e la collaborazione di Chroma photography.

Un progetto che nasce nell’ormai lontano 1986 dalle figlie del noto fotografo parigino, Francine Deroudille e Annette Doisneau, che hanno selezionato oltre 450 mila negativi.

La vita dello street artist della fotografia è così raccontata attraverso il percorso autobiografico del suo obiettivo, che ha saputo raccontare momenti e luoghi diversi della vita parigina: dalle periferie parigine alle celebrità dell’epoca, dalle fabbriche ai piccoli negozi, dai bambini solitari o ribelli alla guerra dalla parte della Resistenza, passando per il popolo parigino al lavoro o in festa e gli scorci nella campagna francese. Ma il fotografo ha saputo catturare nei suoi inconfondibili bianchi e neri anche il mondo della moda e i personaggi eccentrici incontrati nei caffè parigini.

L’artista dà grande dignità alla vita di strada, a quei bambini giocosi e ribelli, ai momenti di tenerezza e a quella quotidianità ordinaria che, attraverso la sua macchina fotografica, diventa straordinaria.

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