Restano le opere dell’Ermitage: «I ponti della cultura saltano per ultimi»

Non solo rincari. Tra i contraccolpi delle sanzioni applicate alla Russia anche da parte dell’Italia, c’era il ritiro immediato delle opere in prestito nel nostro Paese. Tra i caduti illustri ben due opere di Tiziano, per una monografica dedicata all’artista, inaugurata proprio da qualche giorno a Milano, e alcune opere della mostra Grand Tour, in chiusura tra due settimane nella sede milanese delle Gallerie d’Italia.

Ma in un momento in cui le bombe sembrano riportarci indietro di oltre un secolo, un messaggio di speranza arriva proprio dalla cultura. È di qualche ora fa la notizia secondo la quale i prestiti potranno permanere ancora nelle rispettive mostre: «I ponti della cultura si fanno saltare in aria per ultimi» ha detto in un messaggio Michail Piotrovsky, direttore generale del museo Ermitage.

Il museo di San Pietroburgo avrebbe infatti raggiunto un accordo con il Ministero della Cultura Russo: «la richiesta di un ritiro immediato delle opere in prestito fatta nei giorni scorsi è attenuata».

Giovane donna Picasso Pablo arte cubismo
Giovane donna, Picasso

Salvo anche la Giovane donna di Picasso, in prestito (per la prima volta in Italia) alla Fondazione Alda Fendi, fino al 15 maggio a Palazzo Rhinoceros: «Dispiace molto che le relazioni culturali tra i nostri Paesi siano crollate in un tale ‘buio’ – prosegue il direttore – se ne può uscire solo se conserviamo l’atmosfera di buona volontà e benevolenza. Ripetiamo sempre che i ponti della cultura si fanno saltare in aria per ultimi. Ora è venuto il tempo di proteggerli. E cercheremo di mostrare come si fa».

Un segnale positivo che lascia intravedere uno spiraglio di luce, in una battaglia che diventa sempre più la crociata personale di Putin e non certo la guerra dell’intera Russia.

Giovane donna con cappello piumato Tiziano Arte quadri
Giovane donna con cappello piumato, Tiziano

Anche la Giovane donna con cappello piumato a Palazzo Reale di Milano potrà restare, almeno per ora, fino al 5 giugno per Tiziano e la figura della donna veneziana nel ‘500, così come le ben 25 opere della mostra Grand Tour.

Bellissime le parole di Piotrovsky che prosegue: «L’odierna situazione museale deve mostrare un modo di risolvere problemi seri in un mondo molto complicato per non diventare uno strumento di lotta politica. Abbiamo bisogno di nuovi approcci e accordi senza un ritorno alla retorica della Guerra Fredda».

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