Quando il monumento diventa telo di proiezione per eventi

La promozione del film Assassinio sul Nilo, al cinema dal 10 febbraio, è stata probabilmente una delle più contestate dagli amanti dell’arte. Vi chiederete come mai l’uscita di un film in sala dovrebbe interessare uno storico dell’arte.

Qualche giorno fa la 20th Century Fox, casa di produzione della pellicola, ha promosso l’uscita del film con uno spettacolare video-mapping sulla Piramide Cestia a Roma.

Immediate le reazioni degli appassionati d’arte che hanno trovato fuori luogo la proiezione sul monumento funebre di Gaio Cestio Epulone del 12 a.C.

Quella del video-mapping e 3D mapping non è una novità. Già nel 2017 in occasione dell’apertura di uno spazio Extracoop Palazzo Merlato in Piazza del Popolo a Ravenna fu utilizzato proprio per proiettarne l’annuncio dell’apertura.

Lo scorso dicembre a Napoli, i monumenti del capoluogo campano si sono trasformati in tele in occasione del Natale: da Palazzo Fuga al Maschio Angioino, passando per Castel dell’Ovo.

Dalla promozione cinematografica alle inaugurazioni dei centri commerciali, passando per le proiezioni natalizie nei centri cittadini, la proiezione (o video-mapping) è una moda che contribuisce anche alla conoscenza dei monumenti su cui sono proiettate.

Qualche anno fa il gruppo Videocittà realizzò per Fendi una straordinaria proiezione sul Colosseo Quadrato, intitolata Lux Formae. Un gioco di luci e ombre che ha letteralmente portato a nuova vita il Palazzo della Civiltà Italiana.

Operazioni, queste, dalla cui concessione i comuni hanno di certo il proprio tornaconto, economico e pubblicitario, senza arrecare danno alcuno alla facciata degli edifici.

Dovremmo smetterla dunque con il perbenismo borghese e bigotto, secondo il quale un monumento deve essere considerato alla stregua di una reliquia da venerare, e considerare che un’operazione del genere è un modo per porre l’accento sui monumenti e accendere, letteralmente, l’interesse intorno alla loro architettura e storia, avvicinandoli alla cosiddetta Generazione Z. Secondo le logiche bulimiche dei social media, occorre creare contenuti d’impatto. Assassinio sul Nilo, che vede tra i protagonisti l’attrice e modella israeliana Gal Gadot, può creare l’engagement necessario per suscitare interesse non solo sul film, ma sullo strumento che contribuisce alla spettacolarizzazione del suo lancio.

Inglobata nel perimetro del cimitero acattolico, la piramide si trova a pochi passi da Porta San Paolo. Assassinio sul Nilo rappresenta il cinematografico pretesto per notarla attraverso il clamore mediatico del film, con l’augurio di poter diventare anche il pretesto per scoprire anche il giallo da cui ne è tratto. Ma questa è un’altra storia.

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