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Passeggiare dentro i dipinti di Monet a Napoli

Quando si pensa a Claude Monet è soprattutto le sue amatissime Ninfee che immaginiamo, non perché la produzione dell’artista sia povera, tutt’altro, ma perché a questi fiori acquatici il padre dell’impressionismo ha dedicato oltre duecento opere. È straordinario dunque poter passeggiare sull’iconico ponte giapponese di Giverny, tanto caro al pittore francese, che, come per incanto, prende vita: con i suoi fiori, i suoi suoni, le ninfee nell’acqua, le carpe. Inizia così Claude Monet: The Immersive Experience alla Chiesa di San Potito a Napoli fino al 20 ottobre 2021. L’effetto è straniante, e per un momento non ci troviamo più né a Napoli, né tantomeno all’interno del complesso seicentesco costruito da Pietro De Marino.

L’esposizione arriva a Napoli dopo le tappe di Barcellona, Bruxelles, Milano e Torino, ed è portata in città dalla società belga Exhibition Hub, specializzata in mostre immersive, che sapientemente unisce, tecnologia e arte. La mostra servirà a finanziare l’importante restauro della Chiesa di San Potito, a due passi dal Museo Archeologico di Napoli.

Sulle cappelle laterali della navata centrali scorrono veloci oltre 300 proiezioni, che fanno rivivere le suggestioni e le opere di Monet. Pagine di storia dell’arte che si sfogliano davanti ai nostri occhi attraverso i viaggi raccontati da Monet con i suoi dipinti: Venezia, Londra, Parigi, ma anche l’Olanda, la Norvegia, i Giardini e l’Atelier di Giverny. Stazioni ferroviarie e vicoli, cittadine europee e paesaggi invernali. Cambiano i colori e le atmosfere, mentre le dense pennellate dell’artista sfumano in vegetazioni rigogliose e dorati covoni di paglia.

Ad accompagnare le scenografiche animazioni delle opere la suggestiva colonna sonora composta da Michelino Bisceglia, che evoca perfettamente sensazioni e situazioni, portandoci, o forse dovrei dire proiettandoci, anche nel quadro emozionale di ogni singola opera.

La seconda parte di questa esposizione immersiva, è costituita dalla realtà virtuale (al costo aggiuntivo di 2€) ci consente letteralmente di passeggiare all’interno di quelle opere viste prima nelle proiezioni e nel video-mapping. E così eccoli, i covoni di paglia che cambiano con la luce, i freddi paesaggi invernali, i giorni di primavera e d’estate, i campi di papaveri. Una passeggiata ideale da Londra al piccolo e amato ponte di Giverny che si conclude così come è iniziata, nel suo piccolo atelier: «Quello che realizzerò qui – si legge, citando Monet – avrà almeno il merito di non assomigliare a niente, a nessuno, sarà la sensazione di ciò che ho avvertito, io solo».

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