Notte e Comete, l’immersivo Padiglione Italia a cura di Eugenio Viola

Si intitola Storia della Notte e Destino delle Comete ed è l’opera al Padiglione Italia della 59esima Biennale d’Arte di Venezia, che sin dal suo annuncio ha destato clamore tra gli addetti ai lavori e non. Sì, perché Eugenio Viola, curatore di quest’anno ha scelto, per la prima volta nella storia del Padiglione, un solo artista, Gian Maria Tosatti

a sinistra l’artista, Gian Maria Tosatti, a destra il curatore, Eugenio Viola

Un’edizione, quella di quest’anno, che rende Napoli protagonista del più importante evento d’arte contemporanea: Eugenio Viola nato a Napoli, classe 1975, ha collaborato, tra gli altri, con artisti del calibro di Marina Abramović, è stato curatore al museo MADRE di Napoli. Oggi vive e lavora a Bogotà, Colombia, dove è Capo Curatore del MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotá

Gian Maria Tosatti, di cui Viola aveva già curato una personale proprio al MADRE, ed ha realizzato diverse site specific, di cui una presso la metropolitana della linea 1 di Scampia a Napoli. Classe 1980, è nato a Roma, ma vive e lavora a Napoli. Per il 2023 è in programma una sua mostra antologica all’Hangar Bicocca di Milano

Un’opera rivoluzionaria, che rappresenta un vero e proprio statement sulla contemporaneità, in grado di restituire una lettura coraggiosa del presente e dare all’Italia una voce unica. 

«Numerosi i punti di contatto tra la mia ricerca curatoriale e quella artistica di Gian Maria Tosatti. Per entrambi, il nostro lavoro è innanzitutto confrontarsi dialetticamente con le lacerazioni e le contraddizioni della contemporaneità, ovvero significa assumersi una responsabilità critica rispetto al nostro presente storico incerto.» 

L’effetto è quello di trovarsi in una mise-en-scène che ci proietta in un universo d’arte, e ci invita a compiere un cammino fisico di introspezione, strutturato con un impianto teatrale che articola la narrazione in un prologo in due atti: la Storia della Notte e il Destino delle Comete

A fare da sfondo a questo interessante progetto una storia cronologicamente lontana ma quantomai attuale: l’Italia delle due guerre, quella del dopoguerra e del cosiddetto “miracolo italiano”, che aveva voglia di rinascere, di novità, di proiettarsi verso un futuro pregno di speranza. 

Proseguendo il visitatore giunge a quella che è la visione finale, il Destino delle Comete, che ricorda come la natura oltraggiata sin dai tempi del diluvio universale, non perdoni l’uomo. 

La Biennale d’Arte sarà aperta al pubblico fino al 27 novembre 2022. 

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