MUSEI

Nasce il primo Museo della Tipografia a Napoli

Il primo libro stampato in Europa era una Bibbia, ad opera dell’officina tipografica di Johannes Gutenberg, con la tecnica dei caratteri mobili. Caratteri componibili e scomponibili, stampabili e ristampabili che hanno portato alla nascita dell’Arte tipografica.

Non dev’essere un caso dunque che il primo Museo della Tipografia a Napoli sorge all’interno di un edificio di culto. È la Chiesa dell’Arciconfraternita di Santa Maria della Vittoria e della Santissima Trinità all’Anticaglia, che ospita adesso Tipografia Museo.

A dare il via a quello che è un vero e proprio sogno lungo vent’anni, è Carmine Cervone, tipografo napoletano, che ha lottato per realizzare questo sogno.

L’invenzione della stampa a caratteri mobili non è soltanto parte di una rivoluzione industriale, ma di una rivoluzione culturale che ha reso i libri, fino ad allora ad appannaggio di pochi, che ha contribuito a diffondere conoscenza.

Un’invenzione così significativa per il genere umano, da sancire di fatto la fine del Medioevo e segnare l’inizio di una nuova grande era, il Rinascimento.

Bisognerà attendere gli inizi del ‘900 per la prima grande evoluzione della tipografia, ad opera di un altro tedesco, l’orologiaio Ottmar Mergenthaler, emigrato in America che inventò la Linotype, macchina tipografica che compone e giustifica automaticamente ciascuna linea di caratteri del testo e segnò la storia del giornalismo e dell’editoria di quello che è stato definito il secolo breve.

Sarà possibile ripercorrere la storia di questa straordinaria invenzione nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria, in Via dell’Anticaglia, a pochi passi da Via dei Tribunali, nel cuore del centro antico della città.

«Vorrei realizzare in questa sorta di museo un luogo di interscambio tra artisti della grafica, della stampa e dell’incisione – ha detto Cervone – vorrei fosse visibile a tutti, che fosse una attrazione turistica, un luogo dove produrre arte prima di tutto».

A concedere il piccolo edificio di culto, attraverso l’Arciconfraternita omonima, è stata la Curia Arcivescovile di Napoli, in un’ottica di recupero e rifunzionalizzazione delle tante chiese chiuse disseminate nel centro storico della città, e che ritornano a nuova vita grazie a lodevoli iniziative come questa, sottraendole all’oblio e alla decadenza.

In un momento come quello che stiamo vivendo, la grave emergenza sanitaria legata al coronavirus, Carmine è simbolo di amore e tenacia. Articoli di giornale, interviste, persino un documentario ha raccontato la storia di Carmine e la sua passione per quest’arte.

Oggi è possibile sentirsi parte di questa straordinaria avventura, partecipando alla campagna di crowdfunding per permettere la realizzazione di questo ambizioso progetto.

Carmine infatti non soltanto è riuscito a realizzare un nuovo museo all’interno del centro storico di Napoli, ma, nell’anno del 700nario dalla morte di Dante Alighieri, si propone di realizzare una copia della Divina Commedia a tiratura limitata: «Un’opera importante che nasca nella nostra città».

Per maggiori informazioni su questo gioiello da scoprire, ecco il LINK.

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