Monne e Madonne, nel Complesso della Pietrasanta a Napoli dal 9 ottobre

Alla Basilica della Pietrasanta – LAPIS Museum nel centro storico di Napoli arriva dal 9 ottobre la mostra Monne e Madonne. Il corpo e le virtù femminili, questo il sottotitolo della piccola esposizione, che pone in dialogo gli spazi della Cappella Pontano e della Cappella del Santissimo Salvatore con dipinti e sculture lignee.

Non è un caso infatti che le opere selezionate dialoghino con quelle già presenti in questi ambienti: dall’affresco di Francesco Cicino, una bellissima Madonna col Bambino fra i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, al polittico di fine ‘400, Crocifissione fra i Santi Carlo Magno e Luigi IX, ma anche con la Trasfigurazione di Cristo sull’altare maggiore opera di Giuseppe Marullo.

Molto bello l’allestimento, che consente al visitatore di fruire dei dipinti e, allo stesso tempo, degli ambienti che li ospitano, grazie alle strutture autoportanti in ferro, che discretamente occupano lo spazio senza invaderlo.

Non c’è un vero e proprio percorso espositivo. Scissa perfettamente in due parti, con le “Monne”, raffigurazioni di donne, all’interno della Cappella Pontano, e le Madonne in quella del Santissimo Salvatore, il visitatore potrà liberamente scegliere da quale sezione cominciare, in un itinerario circolare che lascia discrezionalità di ammirare le opere che si desiderano.

Provenienti dalla Fondazione De Chiara De Maio, le opere vanno dal ‘400 all’arte contemporanea, con un focus particolare su autori napoletani e campani: da Francesco Solimena a Luca Giordano, passando per Filippo Vitale e Francesco Guarini, fino a Fernando Botero e Giacomo Manzu.

La mostra è a cura dello storico dell’arte Vincenzo De Luca.

Interessante la collaborazione con gli allievi del Liceo Artistico Caravaggio di San Gennaro Vesuviano, che per l’occasione hanno rivestito una delle statue lignee. Maria Rosaria Satin, insieme ai ragazzi, ha così proposto la vestizione con l’utilizzo di pelli per l’abito e per il copricapo.

Un’esposizione che guarda anche all’inclusione: nel piccolo percorso vi visita, i visitatori troveranno quella che può essere definita una “contaminazione sensoriale”. È stato reso visibile con il tatto una delle opere anche per i non vedenti, ma anche per tutti coloro che desiderino leggere l’immagine in modo diverso, cogliendone con il tatto sporgenze, rientranze, profondità. L’opera è il Mosè salvato dalle acque di Antiveduto Gramatica, che diventa una scultura in argilla prima, di grandezza pari a quella del dipinto stesso, ad opera di Antonio Teodorico Avello sempre in collaborazione con alcuni allievi del Caravaggio. La Fonderia Nolana Del Giudice ha poi tradotto il lavoro di Avello in un unico blocco di alluminio.

Monne e Madonne nasce dunque dalla collaborazione della Fondazione con l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS, che gestisce da anni il Complesso della Pietrasanta. La Fondazione De Chiara De Maio si è impegnata con l’Associazione a contribuire al finanziamento per il restauro del pavimento della Cappella dei Pontano, un bellissimo maiolicato a formelle esagonali del XV secolo, forse di fattura fiorentina. Grazie a questo straordinario progetto, nasce così un circolo virtuoso dove L’Arte finanzia l’Arte.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *