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Monet e gli impressionisti: riprogrammata a Bologna dal 29 agosto

Pensata originariamente per Shangai, la mostra Monet e gli Impressionisti è poi approdata a Bologna a seguito dei primi focolai di coronavirus in Cina. La mostra sarebbe infatti partita lo scorso marzo a Palazzo Albergati, dove invece ha finito per arenarsi in attesa di una nuova ripartenza. L’esposizione sul padre dell’Impressionismo e alcuni dei massimi esponenti a lui contemporanei, trova oggi una nuova programmazione, che la vedrà nel capoluogo dell’Emilia-Romagna dal 29 agosto al prossimo 14 febbraio 2021.

Partiranno domani, 6 luglio, le prevendite su ticket.it, per ammirare capolavori straordinari provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi.

Organizzata da Arthemisia, l’esposizione sarà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 20.00 con un ingresso contingentato di 25 persone ogni venti minuti.

Coloro che si recheranno in Via Saragozza potranno ripercorrere uno dei movimenti di storia dell’arte più amati di sempre, l’impressionismo, ritrovando i massimi esponenti di questa corrente artistica: da Manet a Renoir, da Degas a Corot, da Sisley a Caillebotte, passando per Morisot, Boudin e Signac per un totale di 57 opere che si ritroveranno accanto a capolavori indiscussi di Monet come Ritratto di Madame Ducros (1858) di Degas, Ritratto di Julie Manet (1894) di Renoir e, non potevano mancare, le bellissime Ninfee (1916-1919 ca.).

Alcune opere sono inedite per il grande pubblico e non sono mai uscite dal museo parigini. È il caso di Ritratto di Berthe Morisot distesa (del 1873) di Édouard Manet, Il ponte dell’Europa, Stazione Saint-Lazare (1877) di Claude Monet e Fanciulla seduta con cappello bianco (1884) di Pierre Auguste Renoir.

Dalla fondazione nel 1934, è la prima volta infatti che il Marmottan ha concesso in prestito un “corpus” di opere uniche, molte delle quali mai esposte altrove prima d’ora.

Notevoli gli sforzi per la sua realizzazione, di cui vi avevo parlato qui. La mostra vuole rendere omaggio a tutti quei collezionisti e benefattori, tra i quali molti discendenti e amici degli stessi artisti in esposizione, che, a partire dal 1932, hanno contribuito ad arricchire le collezioni del museo francese rendendolo tra i più ricchi e importanti per la memoria impressionista.

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