EVENTI E MOSTRE

Marina Abramovic a Napoli con “Estasi” dal 5 settembre 2020

Marina Abramovic torna a Napoli. Guarda decisamente al futuro post-covid19 la performer artist di origine serba, che si appresta a portare al Castel dell’Ovo Estasi, dopo lo straordinario successo di pubblico a Milano.

Grazie alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e alla curatela di Testori, VanitasClub prosegue il tour italiano e sceglie il castello più antico della città, luogo ricco di misticismo legato alla leggenda di Virgilio Mago.

Non è la prima volta a Napoli per la Abramovic, che qui vi arrivò quarantasei anni fa con Rhytm 0 alla Galleria Studio Morra.

Ma non sarà un’esatta replica milanese quella che arriverà dal prossimo 5 settembre, che intende sorprendere ed emozionare quegli italiani cui, non molto tempo fa, l’artista aveva sentito vi inviare un messaggio di solidarietà: «Italia ti amo e il mio cuore è con te» aveva detto in merito al grande senso di comunità dimostrato dagli italiani nell’affrontare la terribile emergenza legata al coronavirus.

Già, il coronavirus, la cui memoria non sembra passare nemmeno in un progetto che avrà luogo tra quattro mesi. L’evento infatti rispetterà le disposizioni governative e di sicurezza previste durante questa nuova fase di ripresa.

Luogo deputato per quella che sarà una vera e propria esperienza visiva sarà la Sala delle Carceri, un tempo galera del castello, dove sarà installato il ciclo di video The Kitchen. Homage to Saint Therese. Si tratta di una delle opere più significative, e forse spirituali, con la quale Marina Abramovic si confronta con una delle figure cruciali per il cattolicesimo, Santa Teresa d’Avila.

Tre maxi video per altrettante performance che l’artista ha tenuto nel 2009 nell’ex convento La Laboral a Gijón in Spagna.

Si preannuncia spettacolare l’allestimento che vuole contribuire a rendere unica e straordinaria l’esperienza nella città di Partenope: «Marina Abramovic torna a Napoli, la città alla quale è legata anche grazie al rapporto con la Galleria Lia Rumma – spiega Giuseppe Frangi di Casa Testori, curatore della mostra a Napoli – un sodalizio che conferma la centralità della città partenopea nel sistema dell’arte contemporanea. Nel 2004 negli spazi di via Gaetani l’artista aveva presentato una mostra che prendeva il titolo da un’altra sua celebre performance, “Cleaning the Mirror”. In quell’occasione aveva esposto le foto e i lavori realizzati l’anno prima, quando era tornata per la prima volta a Belgrado, sua città natale».

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