Margaret Keane, la donna che vinse la violenza del marito rivendicando il proprio talento

Quando parliamo di violenza sulle donne, spesso ci riferiamo soltanto a quella fisica. Un compagno, fidanzato o marito, non rispetta la donna che ha accanto, maltrattandola e picchiandola, ma pensiamo anche ai casi di cronaca in cui le donne subiscono aggressioni e violenza sessuale. In storia dell’arte famoso è il caso di Artemisia Gentieschi, violentata dal collega-pittore Agostino Tassi, collaboratore del padre di lei, il noto pittore Orazio Gentileschi.

Ma c’è un altro tipo di violenza, più sottile, che non ferisce il fisico, ma tormenta l’anima, ed è quella psicologica. Un caso su tutti, oggi, in questo 25 novembre dedicato all’eliminazione della violenza contro le donne, che nella storia dell’arte recente è ben rappresentato da Margaret Keane. Classe 1927, nasce come Peggy Doris Hawkins, e i suoi soggetti preferiti, manco a dirlo in questa giornata, sono proprio le donne, ma anche bambini o animali. I suoi dipinti, per lo più ritratti hanno tutti un comune denominatore: grandi occhi. I suoi soggetti infatti hanno tutti degli occhioni enormi che impassibili fissano l’osservatore.

La fama mondiale arriva solo nella metà degli anni ’60, quando fu protagonista di un furto artistico.

La Keane infatti per anni accettò di dipingere i suoi quadri e far sì che fossero venduti a nome di Walker Keane, suo marito, convinta che non sarebbe riuscita a vendere i suoi quadri.

Sebbene consenziente in principio, la Keane cita in giudizio suo marito alla fine degli anni ’80, affrontando un processo per dimostrare la paternità delle proprie opere.

Un vero e proprio abuso psicologico il suo, che fu vittima di suo marito fino a quando non decise di lasciarlo nella metà degli anni ’60.

Un successo, quello della Keane, che arriva fino ad Hollywood: le attrici Joan Crawford e Natalie Wood avevano entrambe commissionato i propri ritratti all’artista. In epoca recente, negli anni ’90, anche Tim Burton commissionerà un dipinto alla Keane.

Margaret Keane riuscì a vincere la causa contro il marito dipingendo una sua opera in aula in appena 53 minuti. I suoi dipinti, che prima rappresentavano figure dagli occhioni sproporzionati in una vacua espressione di tristezza, divennero più luminosi e gioiosi quando l’artista uscì definitivamente dall’ombra del marito.

Si risposò nel 1964 con lo scrittore Dan McGuire, divenne testimone di Geova e andò a vivere alle Hawaii la vita che davvero voleva.

Se volete ripercorrere la carriera dell’artista, Tim Burton ha girato nel 2014 il film Big Eyes. Ad interpretare l’artista la candidata all’Oscar Amy Adams, che incarna perfettamente la sofferenza di chi fatica a liberarsi di un uomo anche solo dalla propria testa. Un esempio per tutte quelle donne che credono di non poterlo fare e che invece devono trovare dentro se stesse la forza.

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