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“Maledetta Primavera” compie 40 anni: storia di un brano entrato nel mito

Possiamo dire che questa è la quarantesima “Maledetta Primavera” dell’omonimo brano di Loretta Goggi. Sì, perché la cantante e soubrette italiana portò questo pezzo al Festival di Sanremo del 1981, e pur essendo entrato praticamente nel mito della canzone italiana, contrariamente a quanto molti credono, non vinse, ma alla fine fu battuto da Per Elisa, scritta da Franco Battiato e cantata da una energica Alice, che ne era anche autrice.

Loretta Goggi, Festival di Sanremo 1981

Ma la vera rivelazione della 31esima edizione del festival fu lei, Maledetta Primavera, quell’amore che va via troppo in fretta, prematuramente, cui la Goggi ha saputo dare voce e anima.

La traccia non era stata pensata per Sanremo, bensì per un programma dell’allora neonata Canale 5, che aveva messo su un one woman show dal titolo Hello Goggi. I ritardi nella realizzazione del programma fecero sì che il management dell’artista optasse per un passaggio al festival.

Pubblicata nel febbraio del 1981, la canzone restò in classifica ben quattordici settimane, raggiungendo il primo posto nella settimana del 21 marzo (giorno di Primavera), e restando in classifica fino al 13 giugno successivo.

Alla fine del 1981 il brano si classificò al nono posto dei singoli più venduti, diventato, ad oggi, la canzone più nota di Loretta Goggi.

Il testo di questo piccolo gioiello della musica italiana è di Amerigo Cassella, già autore di Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Patty Pravo, Riccardo Cocciante, Anna Oxa.

La musica era invece del napoletano Gaetano Savio, in arte Totò Savio, fondatore del gruppo Squallor. Adesso, se conoscete la musica degli Squallor, il cui genere apparteneva al cosiddetto “Rock demenziale”, con brani grotteschi e decisamente espliciti e volgari, sarà facile per voi stupirvi proprio come mi sono stupito io nello scoprire che Savio è inoltre autore di alcuni dei brani più belli della canzone italiana: da Cuore Matto a Erba di casa mia, da Lady Barbara a M’innamorai.

Per la Goggi, Savio aveva composto anche L’aria del sabato sera del 1979, sigla di chiusura della prima edizione di Fantastico su RaiUno.

Negli anni il successo di Maledetta Primavera ha valicato monti, maniche e oceani, con incisioni in lingua inglese, francese, tedesca, olandese, croato, finlandese.

Due anni fa il brano è stato incluso nella serie Netflix La Casa de las Flores, nella versione spagnola cantata dalle messicane Yuri negli anni ‘80.

Il pezzo ritornerà sul palco dell’Ariston quindici anni dopo, in una versione live cantata da Giorgia, durante il Festival di Sanremo del 1996.

Ma nel 2004 anche il cantante italo-tedesco Nino De Angelo l’ha incisa in Germania, mantenendone testo e titolo in italiano, includendola nell’album Un momento italiano, mentre nel 2016 è stata inclusa nel film Fiore di Claudio Giovannesi, cantata dall’ex di Amici Greta Manuzi. Una versione tedesca invece del pezzo, Das kommt nie wieder, fu invece cantato da Caterina Valente, mentre quella olandese, Vrij als een vogel, da Dana Winner. Il pezzo annovera addirittura una versione croata, Zaboravi, ed è stata incisa da Maja Blagdan per l’album Vino i gitare del 1993.

Tolstoj diceva che l’immortalità dell’anima equivaleva a sentire nell’animo una grandezza smisurata, e a giudicare dalla grandezza di Maledetta Primavera per Loretta Goggi e la sua canzone l’immortalità è ormai raggiunta.

L’esibizione di Loretta Goggi al Festival di Sanremo 1981
La versione inclusa ne “La Casa de las Flores” su Netflix
La cover di Giorgia al Festival di Sanremo 1996

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