Napoli piange Liliana De Curtis, figlia di Totò

Un pezzo di Napoli che se ne va. Oggi ci lascia, all’età di 89 anni, Liliana De Curtis, unica figlia dell’indimenticabile e indimenticato Totò, Principe della risata, e di Diana Rogliani, compagna e poi moglie del noto attore napoletano.

Il suo nome di battesimo, Liliana, ricorda quello di Liliana Castagnola, attrice cui il Principe Antonio De Curtis fu molto legato, e che si suicidò per lui.

Una carriera di scrittrice, ma anche attrice, quella di Liliana, che aveva partecipato a film come San Giovanni Decollato e Orient Express. Portava avanti da tempo il sogno, purtroppo irrealizzato, di aprire un museo dedicato a Totò nel quartiere di origine del Principe, il Rione Sanità, all’interno di Palazzo dello Spagnolo.

Il feretro arriverà da Roma, dove era nata il 10 maggio del 1933, al Cimitero di Poggioreale, dove si trova la cappella di famiglia.

Liliana De Curtis

«Mamma, la prima parola che pronunci. Mamma, quando ti chiamo, ti vedo correre verso di me, mi prendi in braccio, mi guardi e mi abbracci forte forte al tuo petto. Mamma so che ci sei sempre con me, il calore del tuo corpo mi accompagnerà a vita. Oggi mi fai piangere, ma fino a ieri mi hai fatto sorridere. La vita è fatta di opposti: gioia e dolore, vita e morte, sonoro e muto, giorno e notte. Sono due assi che si incrociano e in quel punto centrale è racchiusa l’essenza della vita: l’amore» affida a queste parole il suo dolore Elena Anticoli de Curtis, che è stata vicino alla madre Liliana fino alla fine.

«Senza amore – prosegue la figlia nel suo ricordo – la vita perde il suo significato. Mentre scrivo sento il tuo respiro flebile e stanco, a breve questo respiro non lo udirò più, ma mi pervaderà il sollievo, sollievo perché la tua sofferenza è terminata, apparterrai alla morte, sei diventa seria hai abbandonato le pagliacciate dei vivi – dice citando la poesia ‘A livella del nonno Totò – Grazie mamma, mi hai permesso di starti accanto fino alla fine, mi hai permesso di restituirti tutto l’ammore di cui mi hai ricoperto. Ti voglio bene assaje».

Ad unirsi al cordoglio di tutta la città, da Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, a Luigi De Magistris, ex Sindaco di Napoli.

Il testimone della lotta per aprire un museo dedicato a Totò a Napoli, passa adesso ad Elena. Nel frattempo, ogni 15 aprile, giorno della scomparsa di Totò, la proposta ritorna ciclicamente all’interno delle sedi del palazzo comunale.

Nel corso degli anni ’90 la Regione Campania aveva deliberato per un’istituzione di un “ente museo di Totò”, cui ha fatto seguito nel 1999 l’istituzione della Fondazione De Curtis. Al museo erano stati assegnati il terzo e il quarto piano di Palazzo dello Spagnolo, ma dopo i primi lavori di restauro, partiti negli anni 2000, tutto si è fermato.

Dal 2013 tante le raccolte firme, che tuttavia non sono state sufficienti a concretizzare questo attesissimo progetto per tenere viva quella memoria di Totò di cui Liliana era custode e che Elena senza dubbio riuscirà a mantenere viva, sperando che un museo la renda eterna.

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