ARTE

L’Ermitage apre all’Italia in quarantena: «Siamo con voi, anche se virtualmente»

Guariti, contagiati, morti. In un’Italia dove alle 18.00 si attende il comunicato della Protezione Civile come un bollettino di guerra, sono sempre più i musei, non solo italiani, che provano ad alleviare questo momento raccontandosi on-line. Ultimo, solo in ordine cronologico, a dimostrare solidarietà al nostro Paese è il Museo dell’Ermitage a San Pietroburgo: «Non possiamo prestarvi un aiuto medico o finanziario, ma speriamo di fare almeno qualcosa per abbellire questo momento duro attenuandolo con la bellezza infinita dell’arte».

Personale con le mascherine, debita distanza, norme di sicurezza. Anche in Russia il rischio contagio si fa sentire, ma la solidarietà super anche la paura, perché la cultura non si ferma (lo ha dimostrato anche Sky Arte).

Gli italiani potranno così visitare Le sale nobili del Palazzo d’Inverno semplicemente collegandosi a YouTube. Una eccezionale visita guidata in lingua italiana fatta dalla Dottoressa Olga Macho, capo del settore per l’Educazione Pubblica al Museo Statale Ermitage.

Il Palazzo d’Inverno è stato realizzato tra il 1730 e il 1837, su progetto di un architetto italiano, Bartolomeo Rastrelli, ed era concepito come residenza invernale degli zar, e ne fu residenza ufficiale fino al 1917.

Prevalentemente di stile Rococò, fu battezzato “Ermitage”, insieme al complesso di altri due palazzi che lo compongono, dall’imperatrice Caterina II di Russia (detta La Grande), che espande il palazzo, su progetto di Starov e un altro italiano, Giacomo Quarenghi.

La sovrana, illuminista e colta che regnò sulla Russia per oltre trent’anni, incaricò poi l’architetto francese Jean-Baptiste Vallin de la Mothe, che a San Pietroburgo aveva già realizzato l’Accademia Imperiale delle Arti, di fare del Palazzo d’Inverno un luogo adatto ad ospitare enormi cerimonie pubbliche di stato.

Un palazzo sontuoso, che consta di 1057 stanze, 1786 porte e 1945 finestre largo 500 metri e lungo 100.

A Caterina II si deve anche la costruzione di una suite di rappresentanza su progetto del Quarenghi, riprogettata per accogliere quella che è l’attuale Sala San Giorgio, che univa il Palazzo d’Inverno agli ambienti meno formali del Palazzo dell’Ermitage, preferito dalla zarina.

La stanza fu ulteriormente alterata quando nel 1820, per celebrare la sconfitta dell’avanzata di Napoleone, fu costruita la Galleria Militare, ricavata da una serie di stanze più piccole.

Nel 1837 un terribile incendio distrusse diversi ambienti, che furono successivamente ricostruiti.

Qui il video di cui l’Ermitage ci ha fatto dono:

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