MUSEI

La Pinacoteca Ambrosiana a Milano riapre al pubblico da giovedì 11 febbraio

Chiara Ferragni ritorna a promuovere anche il nostro patrimonio. A ridosso della riapertura dei musei nelle zone gialle, l’influencer milanese ha visitato in anteprima la Pinacoteca Ambrosiana, che riaprirà le sue porte al pubblico da giovedì 11 febbraio, e resterà aperta al pubblico il solo giovedì dalle ore 14.00 alle ore 18.00: «Ho visitato per la prima volta la Pinacoteca Ambrosiana e la Biblioteca Ambrosiana» ha scritto l’influencer in un post su instagram, e prosegue: «è un vero gioiello: non perdetela se non ci siete mai stati».

Chiara ha fatto una visita completa in compagnia di Filippo Cosmelli, e si è fotografata accanto ad una delle opere simbolo del museo milanese, la Canestra di frutta di Caravaggio.

Fondata da Federico Borromeo nel 1618, la Pinacoteca Ambrosiana è uno dei musei principe di Milano. Si trova all’interno della Biblioteca Ambrosiana che era già stata istituita a sua volta nel 1609.

Qualche anno più tardi, nel 1621, alla Pinacoteca fu affiancata un’Accademia di Pittura e Scultura, che arricchì il complesso dei calchi in gesso del Laocoonte e della Pietà di Michelangelo Buonarroti, appartenenti alla collezione di Leone Leoni.

Tra il 1668 e la fine del ‘700 circa, ritroviamo una “Seconda Accademia Ambrosiana”, che venne riformata in senso classicista su impulso del pittore Antonio Busca e dallo scultore Dionigi Bussola.

La Pinacoteca Ambrosiana e l’omonima biblioteca sono strettamente collegate. Anche la biblioteca infatti raccoglieva una varietà di dipinti che ritraevano dotti e sapienti del mondo classico e della cultura cristiana, oltre che una importante raccolta di codici miniati.

Nel 1637 si arricchisce ulteriormente di una serie di manoscritti di Leonardo, donati dal nobile e mecenate Galeazzo Arconati, oggi custoditi all’Institut de France a seguito delle razzie compiute da Napoleone. All’interno della biblioteca resta infatti il solo Codice Atlantico.

All’interno della Pinacoteca, trovano posto una serie di copie di dipinti celebri, voluta dallo stesso Federico Borromeo per scopi didattici e documentativi. Tra i più noti la replica dell’Ultima Cena di Leonardo (che si trova a Santa Maria delle Grazie a Milano), e che già nel XVII secolo versava in cattive condizioni. La copia fu realizzata da Andrea Bianchi.

Lungo il percorso di visita è possibile ammirare opere della collezione del Borromeo, arricchite negli anni da molti altri lasciti successivi. Fanno parte dell’itinerario dipinti di autori come Leonardo, Botticelli, Bramantino, ma anche Bernardino Luini, Tiziano, Caravaggio, Francesco Hayez e molti altri.

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