EVENTI E MOSTRE

La monumentale mostra su Luca Giordano al Museo di Capodimonte a Napoli

C’è la voglia di ricominciare nonostante tutto e la soddisfazione di un’impresa dal respiro internazionale. È stata presentata oggi alla stampa Luca Giordano. Dalla Natura alla Pittura, mostra monumentale che ripercorre i momenti più importanti del noto pittore napoletano, al Museo e Real Bosco di Capodimonte fino al 10 gennaio 2021.

Un secondo capitolo tutto italiano, anzi, napoletano, che giunge dopo una esposizione omologa al Petit Palais di Parigi, e che è stata completamente riprogrammata dopo il lockdown che ad inizio anno ha costretto anche i musei a tenere le porte chiuse al pubblico: «Questa mostra non è solo bella – esordisce Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – ma è strepitosa. Fatta con un gusto, intelligenza e una chiarezza veramente eccezionali. Rispetto a quella di Parigi, secondo me è più ragionata e più chiara. Siamo arrivati ad un livello superiore».

Grande orgoglio nelle parole del Direttore Bellenger che, in merito a questa esposizione dice: «Giordano non è soltanto un pittore di quadri, ma di chiese, di affreschi. Forse l’arte di Giordano è forse più bella nell’affresco che non nella pittura. E questa mostra vuole essere un invito a scoprirlo nella città, a vedere le chiese, che sono sotto i nostri occhi e noi non le conosciamo».

Sono veramente tante le opere di Luca Giordano che compongono questa esposizione, frutto di una sinergia tra musei internazionali: dal Musée des Beaux-Arts di Nantes al Museo del Prado, dalla Fundaciòn Casa Ducal de Medinacaeli alle collezioni private, passando per la quadreria del Pio Monte della Misericordia e il Museo del Tesoro di San Gennaro.

«È stato molto impegnativo – fa eco Patrizia Piscitello, curatrice della mostra insieme a Stefano Causa – perché ci siamo trovati davanti ad una situazione completamente nuova: come molti musei italiani, europei, americani ci siamo ritrovati a ricevere le opere ed avere dopo tre giorni il lockdown. Avevamo i musei pieni di opere di altri musei in cassa. Il che è stato un impegno psicologico, ma anche formale. Credo che per tutti quanti noi [coloro che hanno realizzato questa mostra-evento, ndr] è stata un’impresa molto complicata. Siamo stati fortunati perché abbiamo avuto la collaborazione di importanti istituzioni straniere proprio per la grande credibilità di Capodimonte».

Allestita nella sotterranea Sala Causa, la mostra ha una dimensione “intima” a cominciare dal suggestivo allestimento bordeaux, a cura di COR arquitectos, le cui pareti sembrano quasi ricoperte di seta rossa. Lungo il percorso trovano posto alcune delle più monumentali opere realizzate dall’artista: da San Gennaro intercede presso la Vergine, Cristo e il Padre Eterno per la peste al bellissimo San Michele Arcangelo che sconfigge gli angeli ribelli in dialogo con uno straordinario San Michele Arcangelo, realizzato da Lorenzo Vaccaro in argento, rame dorato e bronzo. Ma sono tanti i raffronti che offre questa esposizione: da San Sebastiano d Jusepe de Ribera all’Allegoria delle Arti di Paolo De Matteis, permettendo di cogliere sfumature del tutto inedite dell’artista napoletano.

«Giordano è forse il più grande dei visionari barocchi italiani ed europei» dice il curatore Stefano Causa, che sottolinea che questa esposizione è come se offrisse la possibilità di vedere Luca Giordano per la prima volta. Molte delle pale qui esposte, originariamente collocate all’interno delle chiese di appartenenza, non hanno la giusta esposizione. Qui sono enfatizzate ed è come restituirle al pubblico che può finalmente ammirarle da vicino.

Una teoria di scenografiche stanze dentro le quali sono disposte le opere per tema: dai disegni all’influenza di Ribera e Caravaggio, dalle grandi pale d’altare nelle chiese di Napoli al racconto della peste, passando per Giuseppe Recco e Pietro da Cortona. Ma i visitatori troveranno anche una meravigliosa wunderkammer, una stanza delle meraviglie dove trovano posto ceramiche che raccontano come la grande eredità dell’artista abbia fortemente influenzato anche le “arti minori”. A chiudere il percorso espositivo una bellissima video-installazione che porta le Chiese di Napoli dentro al Museo di Capodimonte. Creata dalla Kaos Produzioni di Stefano Gargiulo, lascia interagire il visitatore con candele votive, scorci dei vicoli di Napoli, e gli affreschi che l’artista ha realizzato all’interno degli edifici di culto, in una suggestione anche olfattiva, che invita il visitatore a ricercare l’artista nella sua stessa città.

«Non so se siamo riusciti ad ordinare meglio alcune cose su Giordano – dice il curatore Stefano Causa – però io ricordo sempre un signore francese del Settecento che si chiamava Diderot e diceva “diffidate di quelli che vogliono mettere ordine”. Ecco, questa mi sembra la didascalia più giusta per questa mostra».

Nelle stories, sul mio profilo instagram @marianocervone il mio video-racconto.

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