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La Madonna del Solletico ritorna a Siena per una mostra da non perdere

È un’opera di Masaccio piuttosto insolita, innovativa per il tempo in cui è stata commissionata. Mi riferisco alla Madonna del Solletico, di fatto una Madonna col bambino, commissionata da Antonio Casini, cardinale e vescovo di Siena, all’artista toscano per la propria devozione.

Madonna del Solletico, Masaccio

Masaccio rinnova la tradizionale iconografia religiosa, ritraendo la Madonna di tre quarti, nell’atto di benedire il bambino. Un gesto, tenero, intimo che si tramuta quasi in “solletico”, che fa sorridere il piccolo Gesù bambino. Il volto della Vergine è invece serio, come imponeva l’iconografia del tempo, in quanto la Vergine presagisce già il destino del figlio. Un ritratto probabilmente ardito per l’epoca, sottratto alla critica coeva per l’esposizione privata e non pubblica di questa piccola opera.

Conservato nelle Gallerie degli Uffizi a Firenze, il dipinto fa parte dell’originaria eredità che il cardinale senese aveva lasciato.

Oggi un’esposizione nel monumentale Duomo di Siena, indaga la committenza del proprio vescovo, che un diplomatico senese definì addirittura “l’altro Papa”.

Umanista e teologo, il dipinto della Madonna col Bambino testimonia oggi il profondo legame che l’uomo aveva con la figura della Vergine Maria, che gli Uffizi di Eike Schmidt prestano alla Fabbriceria senese.

È proprio all’interno del Complesso del Duomo di Siena che Caini ha lasciato una importante eredità artistica che annovera il rilievo di Jacopo della Quercia nella Galleria delle Statue del Museo dell’Opera, l’elegante pastorale con il Battesimo della Sala del Tesoro.

La copia del suo testamento si trova oggi nell’Archivio dell’Opera della Metropolitana: «Un approfondimento culturale all’interno del complesso e dell’acropoli che acquisisce una valenza significativa e amplia l’offerta di visita per un turismo di qualità in questo momento di ripartenza» ha detto in merito il Rettore dell’Opera della Metropolitana, Guido Pratesi.

L’esposizione, promossa dall’Opera della Metropolitana, è stata ideata e organizzata da Opera Laboratori, con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Siena, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto, Arezzo, della Biblioteca comunale degli Intronati.

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