Klimt, a Palazzo Braschi a Roma fino a marzo 2022

È un vero e proprio evento quello che è partito ieri. Mi riferisco a KLIMT. La Secessione e l’Italia, che fino al 27 marzo 2022 resterà a Palazzo Braschi a Roma. Una mostra che segna il ritorno in Italia dell’amato artista austriaco con alcune delle più importanti opere provenienti da al Museo Belvedere di Vienna, dalla Klimt Foundation e da collezioni pubbliche e private come la Neue Galerie Graz.

Un’esposizione che ripercorre le fasi principali della produzione artistica di Klimt, attraversate dalla Secessione viennese indagando, in particolare, il suo rapporto con l’Italia, meta dei viaggi dell’artista e amato luogo di alcuni suoi successi espositivi.

200 le opere che è possibile trovare, tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e persino sculture di Klimt e di artisti della sua cerchia.

Un’occasione unica per ammirare opere straordinarie ed iconiche come la famosissima Giuditta I, Signora in bianco, Amiche I (Le Sorelle) e Amalie Zuckerkandl, che dialogano con prestiti del tutto eccezionali come La sposa della Klimt Foundation e Ritratto di Signora, trafugato dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e

recuperato fortunosamente soltanto nel 2019.

Promossa da Roma Culture, dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e co-prodotta da Arthemisia, che ne cura anche l’organizzazione insieme a Zètema Progetto Cultura, vede la collaborazione con il Belvedere Museum e la cooperazione della Klimt Foundation, a cura di Franz Smola, curatore del Belvedere, Maria Vittoria Marini Clarelli, Soprintendente Capitolina ai Beni Culturali, e Sandra Tretter, vicedirettore della Klimt Foundation di Vienna.

La mostra vede anche come special partner Julius Meinl e Ricola, come partner Catellani & Smith, come radio partner Dimensione Suono Soft ed è consigliata da Sky Arte.

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