TELEVISIONE

In giro per l’Italia a caccia di arte, cultura e talento con “Allevi in the Jungle”

Nell’Italia a zone del post-lockdown, dove non è possibile spostarsi, c’è un programma che ci rende il soggiorno a casa più sopportabile, e ci fa viaggiare con la fantasia in attesa di poter ritornare a farlo quando la pandemia e il DPCM lo consentiranno di nuovo.

Sto parlando di Allevi in the Jungle, docu-serie con il noto compositore Giovanni Allevi, pianista-“filosofo” e scrittore che, sceso dallo sgabello del suo pianoforte, fuori dal mondo accademico, incontra i buskers, gli artisti di diverse discipline che esprimono il proprio talento sulla strada. Il risultato è uno straordinario scambio umano e professionale, in cui questi street-artist raccontano con passione la loro arte, le loro storie, le loro vite. Il risultato è un dialogo intimo e sincero da artista ad artisti che parlano anche di paure, incertezze, sogni e speranze.

Il programma rappresenta la possibilità di raccontare una forma d’arte che è parte integrante del tessuto urbano, ed è accessibile a tutti.

Disponibile sulla piattaforma RAI, RaiPlay, rappresenta una straordinaria occasione per il pubblico, di fare un vero e proprio viaggio culturale alla scoperta di volti e talenti che, attraverso Giovanni Allevi, si trasformano in emozioni.

«Con Allevi in the jungle voglio mettere in atto una piccola rivoluzione, far conoscere la potenza e la ricchezza della strada, e dimostrare che anche da lì può nascere l’arte, la ricerca, la cultura, soprattutto la capacità di ripartire ogni volta, di imparare dalle proprie fragilità, di scoprire come rimanere fedeli a se stessi nonostante le difficoltà – ha detto il compositore ascolano – Lo scopro dalle parole libere e creative di persone visionarie, che fanno ciò che amano senza curarsi del riscontro esterno, che vivono controcorrente, che sono se stesse in un mondo annoiato che ci vuole tutti incasellati ed omologati».

«Quando Giovanni Allevi ci ha proposto questo progetto – ha detto Elena Capparelli, direttore di RaiPlay – ci siamo innamorati immediatamente dell’idea».

Allevi in the Jungle, il cui titolo probabilmente rimanda alla serie Amazon, Mozart in the Jungle, nasce da un’idea di Maurizio Monti, Giovanni Amico, lo stesso Allevi e Achille Corea. La docu-serie, che al momento si compone di quattro episodi da 25 minuti e uno speciale di Natale girato a Milano di 40, è prodotta da Twisterfilm.

Con la regia di Simone Valentini, il programma ci porta in giro per l’Italia: da Roma a Torino, da Trento a Ferrara. Scritto da Maurizio Monti, Achille Corea, Giovanni Allevi, Luigi Miliucci e Tommaso Martinelli, Allevi in the Jungle è un programma qualitativamente alto, che pone l’accento su di un’arte sotto gli occhi di tutti, di cui si parla molto poco in TV: «Lo scopro dalle parole libere e creative di persone visionarie – prosegue Allevi – che fanno ciò che amano senza curarsi del riscontro esterno, che vivono controcorrente, che sono se stesse in un mondo annoiato che ci vuole tutti incasellati ed omologati».

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