Il Velasquez di Napoli al Museo Diocesano fino a gennaio 2022

I napoletani forse lo conoscono più per l’omonima via che attraversa il Vomero, ma Aniello Falcone, al quale è stata intitolata questa strada, è stato un pittore napoletano vissuto a cavallo del XVII secolo accostato spesso al contemporaneo spagnolo Diego Velázquez per la potenza delle sue immagini. Nonostante una produzione artistica di tutto rispetto, a Falcone, a differenza di altri autori napoletani, non è mai stata tributata una monografica, né uno studio.

Succede da al Museo Diocesano di Largo Donnaregina a Napoli, fino a gennaio 2022.

I visitatori potranno trovare così le opere della maturità: dal Riposo dalla fuga in Egitto per Gaspare Roomer (1641) agli affreschi realizzati per lo stesso Roomer nella villa poi Bisignano a Barra (1640-42), passando per le tante Battaglie oggi suddivise in musei e collezioni private d’Europa e d’America.

In Aniello Falcone è possibile cogliere un equilibrio tra naturalismo e classicismo e innovazioni pittoriche che ne fanno uno degli artisti più originali della Napoli del Seicento.

Il Velázquez di Napoli, questo il titolo dell’esposizione che prende spunto proprio dal restauro del Riposo dalla fuga in Egitto, dello stesso Diocesano di Napoli. Il restauro ha inoltre consentito di riportare alla luce la versione originale di Aniello Falcone, scoprendo che il velo sul seno allattante coperto appartiene ad un momento successivo alla realizzazione.

La mostra, al Diocesano dal 27 ottobre a gennaio 2022, è curata da Pierluigi Leone de Castris e riunisce intorno a questo dipinto oltre venti opere di questo grande protagonista del “secolo d’oro” dell’arte napoletana. Tele di soggetto sacro, ma anche battaglie e nature morte, in un percorso che si apre alla città alla scoperta delle tante chiese di Napoli che ancora custodiscono dipinti e affreschi dell’autore, da San Giorgio Maggiore a San Paolo Maggiore al Gesù Nuovo.

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