INTERNATTUALE

Il DPCM chiude i musei: tutti i numeri della cultura tra lockdown e pandemie

Si potrebbe dire che i musei sono caduti in piedi. Costretti a chiudere per il nuovo ennesimo DPCM di Conte, con restrizioni per arginare la diffusione del covid, i musei italiani lo fanno registrando un +21,5%. È quanto emerge dal 16simo Rapporto Annuale Federculture Impresa Cultura, che quest’anno ha come ottimistico sottotitolo “Dal tempo della cura a quello del rilancio”.

Negli ultimi vent’anni infatti, a dispetto di altri settori culturali, i musei italiani e le mostre hanno visto una impennata di visitatori, che si incrementa di un ulteriore 7% dal 2010.

Un segno positivo anche per i siti archeologici e i monumenti, con un +36,8% tra 2001 e 2019 e +19,7% dal 2010.

Traducendo queste percentuali in numeri concreti, siamo passati dagli oltre 30 milioni di visitatori annui per il nostro Paese ai 55 del 2019. Molto meglio il nord, con numeri positivi anche per il centro.

Questi numeri possono naturalmente essere incrociati con i dati sul Turismo in Italia, che dal 2009 al 2019 segna una crescita dell’85% per il turismo internazionale, passando dai 35 ai 65 milioni di arrivi, mentre quello nazionale è del 48% e passa dai 45 ai 66 milioni.

Tuttavia non è tutt’oro quello che luccica, e una riflessione arriva proprio da Umberto Croppi, direttore di Federculture, che rimprovera al nostro Paese l’assenza dei nostri musei nella top 20 dei più visitati al mondo. Bisogna arrivare infatti alla posizione numero 26 per trovare le Gallerie degli Uffizi o alla 39esima per la Galleria dell’Accademia di Firenze.

Un dato tuttavia che può essere letto come potenziale ancora sommerso e da sfruttare, e uno sprone per i nostri musei e i loro direttori a migliorarne i linguaggi e la governance.

Una risposta che in parte era già arrivata a partire dallo scorso marzo, quando i musei, chiusi per il lockdown, hanno incrementato del 50% la loro presenza on-line, organizzando visite virtuali, dirette live, programmi e persino inaugurazioni di esposizioni e il 96% di quelli che hanno attivato questo genere di servizi on-line si dice, per la gioia dei fruitori finali, intenzionato a mantenerli attivi anche quando tutto questo sarà passato.

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