EVENTI E MOSTRE

Il concept dietro i capolavori della Collezione Torlonia in mostra a Roma

Si intitola I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori ed è una delle mostre-evento di questo 2020 riprogrammata a causa del coronavirus. Dal 14 ottobre al 29 giugno 2021 i visitatori ritroveranno presso Villa Caffarelli (sede dei Musei Capitolini di Roma) ben 92 opere greco-romane selezionate tra le oltre 620 della collezione di una delle più potenti famiglie romane del XVIII secolo.

Curata da Salvatore Settis insieme a Carlo Gasparri, la mostra è il frutto della collaborazione tra il Ministero dei beni culturali e la Fondazione Torlonia.

A rendere possibile questa straordinaria operazione tra pubblico e privato, la maison Bvlgari, main sponsor dell’esposizione, che ha contribuito al restauro dei marmi selezionati per l’evento.

L’allestimento è di David Chipperfield Architects, mentre il progetto della luce è stato scritto da Mario Nanni, lumi Viabizzuno.

Il percorso di visita è stato concepito come un viaggio a ritroso nel tempo, che ricostruisce le vicende che hanno portato all’acquisizione dei diversi nuclei di questa collezione. Svariati i pezzi selezionati per la mostra, che annoverano statue, sarcofagi, busti, rilievi ed elementi decorativi che esprimono la varietà della Collezione Torlonia.

Un’esposizione importante non solo per conoscere meglio la storia dei Torlonia, ma anche, e forse soprattutto, per gli appassionati di archeologia che possono ammirare statue e reperti che riportano ancora restauri pregressi e integrazioni storiche, che riflettono il gusto del tempo, quando le sculture ritrovate mutile venivano in qualche modo “completate” nelle parti mancanti anche ricorrendo a famosi scultori del tempo come, ad esempio, Gian Lorenzo Bernini.

Cinque sezioni per altrettanti momenti storici, che ci raccontano della formazione della collezione e la volontà, forse avveniristica, di musealizzarla.

Il Museo Torlonia, come racconta la prima sezione, è stato infatti fondato nel 1859 quando Roma era la Capitale degli Stati Pontifici, ma troverà piena realizzazione soltanto dieci anni più tardi, quando Roma era invece diventata Capitale del Regno d’Italia.

La seconda sezione è invece dedicata alle attività di scavo svolte all’interno delle ville di proprietà dei Torlonia intorno a Roma: le tenute di Roma Vecchia, ma anche della Caffarella, le Ville dei Quintili e altre notevoli aree archeologiche.

La terza sezione raduna invece le raccolte di altri due nuclei, quello di Villa Albani, e i marmi che, alla morte dello scultore Bartolomeo Cavaceppi, del suo studio in Via del Babuino.

I nuclei originari erano stati addirittura allestiti dal noto studioso tedesco, padre dell’archeologia, Johann Joachim Winckelmann. Il nucleo è sopravvissuto alle spoliazioni francesi e altri eventi.

La quarta sezione è dedicata al raffinato collezionista Vincenzo Giustiniani, vissuto tra la fine del ‘500 e la metà del ‘600, ma è al Principe Giovanni Torlonia che si deve l’acquisizione più considerevole, fatta nel 1816.

Ultima sezione è invece dedicata ai secoli XV e XVI della formazione di questa collezione. Nell’edizione del 1885 del catalogo del Museo Torlonia si legge che Carlo Ludovico Visconti citava «l’acquisto, o totale o parziale, di alcune antiche ed insigni collezioni romane» come parte essenziale del «saldo proposito» del Principe Alessandro mentre andava componendo il suo Museo: «Questa mostra è un evento straordinario che segna un passo ulteriore verso il pieno ritorno alla luce dei marmi Torlonia – ha detto Dario Franceschini, ministro dei beni culturali – la più importante collezione di arte greco-romana privata esistente al mondo rimasta a lungo celata. Si tratta di un’operazione culturale di livello internazionale, resa possibile da un fattivo e proficuo dialogo tra pubblico e privato, che permetterà al pubblico di godere della bellezza di capolavori straordinari dell’antichità».

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