I volti di Canova. Alla GAM di Milano fino al 15 marzo 2020

Durante il mio ultimo soggiorno a Milano, ho visitato diverse mostre, tra le quali Canova. I volti ideali. Questa esposizione, alla Galleria di Arte Moderna di Milano, è l’ideale, è proprio il caso di dirlo, prosecuzione di Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna (alle Gallerie d’Italia).

Sono 37 le opere esposte, di cui 24 realizzate dallo stesso Canova, attraverso le quali la mostra ricostruisce la genesi e l’evoluzione dell’ideale di bellezza dello scultore veneto, di cui ben cinque quelle mai esposte nel nostro Paese, tra le quali ritroviamo l’erma di Corinna e la Musa del 1817.

In un raffronto tra l’antico e il moderno, la mostra, perfettamente incastonata nelle eleganti sale della GAM, svela i modelli da cui ha preso ispirazione l’artista, e la loro rielaborazione che ha portato alle sue opere senza tempo.

Mutua molto dalla statuaria e scultura romana, Canova, nelle acconciature delle sue muse e delle donne, che ricordano le matrone romane, negli abiti, che ricordano i pepli greci, in quella realizzazione di volti ieratici e al tempo stesso così espressivi.

L’allestimento, quasi impercettibile, lascia dialogare le opere con le sale al piano terra della GAM.

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Non solo volti scolpiti da Canova, ma anche Adolfo Wildt, Giulio Paolini, Antonio Corradini, scultore che a Napoli ha realizzato la straordinaria statua della Pudicizia per la Cappella Sansevero.

Importanti i prestiti di questa esposizione, provenienti da i principali musei italiani e prestigiosi musei internazionali: dagli Uffizi a Firenze alla Gipsoteca Canoviana di Possagno, dalla Galleria di Arte Moderna di Torino al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, passando per il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e il J. Paul Getty Museum di Los Angeles.

Curata da Omar Cucciniello e Paola Zatti, l’esposizione è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Galleria d’Arte Moderna di Milano e dalla casa editrice Electa, e resterà alla Galleria di Arte Moderna di Milano fino al prossimo 15 marzo 2020.

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