Giocare a regola d’Arte, la mostra sui giochi al MANN di Napoli

Si intitola Giocare a regola d’Arte, ed è la mostra inaugurata ieri che sarà al Museo Archeologico Nazionale di Napoli fino al 2 giugno 2022. E non c’era momento migliore, di quello natalizio, per inaugurare un’esposizione interamente dedicata al mondo dei giocattoli. Frutto del lavoro di scavo nei depositi del MANN, la mostra è allestita nelle sale degli Affreschi, suddividendosi tra giocattoli antichi, giochi moderni e creazioni artistiche della contemporaneità: «Il gioco è la magica quotidianità dei più giovani, ma anche ‘memoria’ per gli adulti» ha detto Paolo Giulierini, direttore del museo di archeologia napoletano e curatore, insieme ad Ermanno Tedeschi, di questa esposizione.

Molto ampio il percorso di visita che si suddivide in sei sezioni: infanzia, fanciullezza, il gioco semplice, i giochi che fanno crescere, i giocattoli, i giochi che fanno diventare grandi. Un percorso che vuole essere, al tempo stesso, e vero e proprio “percorso di crescita”, passando idealmente dall’infanzia all’età adulta, tra i reperti e i loro “omologhi” attuali.

Il progetto scientifico è a cura di Marialucia Giacco, funzionario archeologo del MANN, mentre il progetto allestitivo è a cura di Silvia Neri.

«Il gioco insegna un metodo, a fare ordine e insegna a fare sul serio – ha detto Tedeschi – I bambini che non giocano sono adulti non cresciuti, che non hanno imparato a stare in società».

Di particolare interesse cinque statuette, in marmo e in terracotta, che catturano alcune caratteristiche espressive dell’infanzia, tra cui alcuni manufatti del MANN che ritraggono due fanciulli inginocchiati provenienti da Pompei e risalenti alla seconda metà del I sec. d.C.

Non mancano artisti contemporanei come Carlo Galfione e Francesca Duscià, che dialogano con i reperti esposti.

Si passa, a mano a mano, alla fanciullezza, dove è possibile ammirare sette opere antiche, di cui tre provenienti dai depositi: tra questi un affresco in cui è raffigurato un Amorino che spaventa con una maschera i suoi compagni, del I sec. a.C. proveniente da Ercolano, o il ritratto di un principe, di età giulio-claudia, proveniente da Pompei, della Casa del Citarista, della fine I sec. a.C.

A chiudere l’esposizione e idealmente questo percorso di crescita, il temuto passaggio dal mondo dei bambini a quello dei “grandi”: qui i visitatori potranno ammirare il gioco con gli animali, esemplificato da alcuni reperti provenienti dai depositi, tra cui bronzetti, statuette in marmo, terrecotte.

Oltre al nucleo nella sala degli Affreschi, la mostra vede l’allestimento di altri spazi museali diversi da quelli in cui si sviluppa il cuore dell’allestimento: nell’Atrio trova posto un gruppo di Barbapapà, firmato da Giorgio Di Palma, mentre nel Giardino delle Fontane spicca la coloratissima installazione “Ad Ovo: coniglio, gallina e ippocampo” di Camilla Ancilotto.

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