Eurovision, l’Ucraina emoziona e vince la finale 2022

Un po’ grido di guerra, un po’ risposta politica. La vittoria, ieri sera a Torino, forse un po’ annunciata, dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest 2022 è la rivendicazione di un popolo che non si arrende, e combatte anche con la musica. Stefania, questo il titolo del brano vincitore di quest’anno dei Kalush Orchestra, emoziona e convince dalla prima serata anche nel testo: troverò la strada di casa anche se le strade sono distrutte, un verso che immediatamente ci riporta al conflitto Russo-Ucraino che da oltre due mesi ormai ha duramente colpito questa terra.

Presentato da Laura Pausini, Mika e Alessandro Cattelan, l’Eurovision è stato trasmesso nella prima serata di raiuno per tre prime serate che hanno saputo intrattenere ed emozionare.

Un po’ sottotono l’Italia, l’esibizione di Mamhood e Blanco mancava di quell’alchimia e tensione che invece li aveva portati alla vittoria del nostro Sanremo 2022.

Superospiti della serata i Maneskin, vincitori della scorsa edizione che ha portato questa kermesse nel nostro Paese, e Gigliola Cinquetti, che l’Eurovision lo aveva vinto nel 1964 quando ancora si chiamava Eurofestival, con il brano che ha riproposto nel corso della serata, Non ho l’età.

Straordinaria l’esibizione di Mika, un medley dei suoi brani più noti che si fanno vero e proprio manifesto di amore e di libertà. Ed è su quest’onda emotiva che la giuria popolare porta alla vittoria finale l’Ucraina, con un rush finale che la porta a sormontare il favorito Regno Unito e Spagna fino a quel momento in testa alle classifiche.

Nell’ambito della kermesse sono state trasmesse delle “cartoline” riprese da Leo il drone, che ha mostrato ai telespettatori europei le bellezze del nostro Paese: un solo appunto. Poche e ripetitive le cartoline. In tre sere si poteva dare spazio a molti più luoghi e, soprattutto, lasciare in sovraimpressione la dicitura del luogo corrispondente.

Stefania è un brano emozionale ed emozionante, che mescola sapientemente parti strumentali, canto e rap, in un misto di tradizione e modernità che vince il noto microfono di vetro non solo per gli orrori della guerra che segnano la storia dell’Ucraina.

Il testimone passa adesso all’Ucraina, che dovrebbe ospitare il prossimo anno la kermesse canora, e già si profilano le primissime ipotesi nel caso in cui, sia impossibilitata a farlo per la guerra o per le terribili conseguenze.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.