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Edward Hopper, l’artista che dipinge il silenzio: on-line il trailer ispirato alle sue opere

C’è un video ispirato al pittore americano Edward Hopper che da qualche settimana sta facendo il giro della rete. L’ho visto qualche tempo fa grazie ad una condivisione di un’amica su facebook. Avrei voluto già scriverne, ma i recenti eventi legati al coronavirus, e le diverse iniziative culturali che ne sono conseguite, hanno finito con lo sballare anche il mio “piano editoriale”.

Ma perché un video su questo artista?

Ho deciso di indagare e di parlarne oggi, raccontandovi non soltanto la storia di questo trailer virale, ma anche quella di un artista famoso per le sue opere, ma poco noto al grande pubblico.

Non tutti sanno che Edward Hopper è stato un allievo di uno degli ultimi seguaci dell’impressionismo europeo, William Merritt Chase, alla New York School of Art.

Dei grandi maestri impressionisti, Hopper ne eredita le composizioni delle sue opere, la “fotografia”, che aveva appreso durante i suoi viaggi all’estero, a Parigi.

Sono soprattutto paesaggi urbani, panorami desolati, strade, città, interni le scene che più ama dipingere e entro le quali sembrano muoversi, o forse dovremmo dire “non muoversi” i suoi soggetti. Sì, perché quello che dipinge questo artista è una sorta di tempo sospeso, una foto rubata da momenti intimi, quasi stesse spiando la scena. Dall’esterno di un bar, dietro l’angolo, da una serratura.

Il suo è un ossimoro pittorico, come se la vivacità dei colori che utilizza non corrispondesse all’atmosfera di scene e figure ritratte.

I soggetti sono spesso soli o, anche quando in compagnia (sono rare le opere in cui compare più di una figura) sembrano isolati in se stessi, nei loro pensieri, in mondi lontani anni luce dall’occhio di chi osserva.

“Non dipingo quello che vedo, ma quello che provo” diceva di sé l’artista, mentre la critica definiva la sua pittura “dipingere il silenzio”.

Le opere e la poetica di questo interessante artista sarebbero arrivate alla Fondation Beyeler di Basilea (in Svizzera) dal 26 Gennaio al 17 maggio 2020 (chiusa per il coronavirus) e per l’occasione il regista tedesco Wim Wenders ha realizzato il Two or Three Things I Know about Edward Hopper, due o tre cose che so di Edward Hopper.

Si tratta di un cortometraggio in 3D dedicato all’artista e, in particolare, alla composizione delle sue opere e al clima che si respira al loro interno, da proiettare all’interno del percorso espositivo.

Un corto che immerge il visitatore all’interno di quei paesaggi americani tanto cari a Hopper, le stazioni di benzina, gli scenari notturni.

Per questo senso di isolamento Hopper è ritornato in auge in questo periodo di quarantena forzata e, per molti, di vero e proprio isolamento.

Nell’attesa di poter rivedere presto, speriamo in Italia, una nuova e grande mostra su questo artista, ecco il trailer del corto.

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