INTERNATTUALE

Ecco perché le donne sono già un passo in avanti

Alla prima conferenza di presentazione del prossimo Festival di Sanremo, il neo conduttore Amadeus, parlando di una delle cinque co-conduttrici, Francesca Sofia Novello (influencer e fidanzata di Valentino Rossi), ha detto di “averla scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto a un grande uomo, stando un passo indietro”.

dal profilo instagram di Francesca Sofia Novello (prima alla sinistra di Amadeus)

Un passo indietro. È questa soprattutto la definizione incriminante con cui il web si è scatenato contro il conduttore de I Soliti Ignoti.

Maschilista, sessista, retrogrado. Sono tanti gli epiteti che volano di account in account, su twitter in primis, ma sui social in generale, con cui bollano e bocciano una conduzione che pare partita male.

Ma non si dice forse che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna?

Forse siamo ancora distanti dal tempo in cui si comincerà a dire il contrario, vuoi per quella virilità di cui noi italiani siamo intrisi fino al midollo, vuoi per il retaggio cattolico che vuole che sia la moglie a seguire il marito, e dunque “un passo indietro”.

Kirsten Dunst and Jordan Bridges in Mona Lisa Smile (2003)

Una sola cosa è certa: per fortuna siamo distanti dagli anni di Mona Lisa Smile, in cui le donne erano davvero succubi di quell’autorità patriarcale che decideva per le loro vite, o avevano necessariamente bisogno del consenso dei propri mariti per trovare affermazione.

Per fortuna le donne non sono più solo “moglie di…” o “fidanzate di…”, benché al Festival qualcuna ci è andata più per il compagno di vita che non per il proprio spessore artistico, ce lo racconta anche la storia meno recente, con donne di potere e di polso come Cleopatra, Elisabetta I, Caterina la Grande.

Viviamo in un’epoca dove una donna può essere il premier di una nazione, può andare nello spazio, può dirigere un’azienda o un brand di successo e può affermare se stessa nel campo delle arti o della scienza al pari di un uomo: Angela Merkel, Samantha Cristoforetti, Chiara Ferragni, Marina Abramović, Rita Levi Montalcini sono soltanto alcuni dei nomi che si sono affermati negli ultimi due secoli, mostrando che le donne possono stare non solo davanti ad un uomo, ma in prima linea.

Ma allora perché tanto clamore per una frase, quella di Amadeus, che sappiamo che non è vera e che probabilmente non è nemmeno quello che intendeva?

Perché in realtà è la stessa Italia, donne in primis, ad essere retrograda e sessista: ce lo ha magistralmente raccontato Paola Cortellesi in un bellissimo monologo ai David di Donatello del 2018, quando ci ha fatto riflettere sulla violenza verbale che le donne subiscono e sul significato di alcune parole sessiste; ce lo dimostrano gli uomini e le donne che danno la colpa di una violenza alle stesse donne e al loro modo di vestire; ce lo dimostrano i femminicidi, sempre in aumento, da parte di uomini che le considerano una proprietà acquisita (e a questo proposito guardate allora la seconda stagione de L’Amica Geniale – Storia del nuovo cognome dal 10 febbraio su raiuno).

Perché sono tante le grandi donne che per una loro scelta, per una loro volontà, decidono di restare “un passo indietro”, eppure brillano ugualmente di luce propria ugualmente e più degli uomini che hanno magistralmente affiancato e che affiancano: si pensi a Michelle Obama e le sue battaglie parallele durante la presidenza americana del marito Barack; si pensi a Kate Middleton, nuova vera regina di cuori d’Inghilterra, pur restando tacitamente accanto al marito William.

Le donne sono in realtà già un passo in avanti a noi uomini, che senza di loro saremmo persi: anima delle nostre case, arricchiscono il lavoro, la politica, l’arte. Quel “passo indietro” di amadeusiana memoria, è solo un modo per dire che quando una donna resta indietro è perché è lei a volerlo. 

Il solo vero modo per sconfessare l’involontaria (e forse un po’ infelice) affermazione di Amadeus, non è la stucchevole indignazione social, atta più a fare scena che non ad una reale condivisione di pensiero, quanto quello di rispettare una donna ogni giorno: rispettando le idee del nostro capo, rispettando i desideri delle nostre madri, rispettando la libertà delle nostre sorelle e amiche. Perché il rispetto è forse un piccolo passo (in avanti) per una donna, ma un grande passo per l’universo femminile.

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