TELEVISIONE

Ecco come dobbiamo guardare davvero la serie “Leonardo”

Boom di ascolti ma pioggia di critiche. Sono stati 7 i milioni di telespettatori sintonizzati ieri sera per Leonardo, l’attesissima serie evento con Aidan Turner nei panni di Leonardo Da Vinci.

Ma se il pubblico di raiuno sembra aver apprezzato il prodotto, gli storici dell’arte non hanno particolarmente gradito la versione troppo romanzata della vita dell’artista, a cominciare da Caterina da Cremona, personaggio interpretato dalla nostra Matilda De Angelis, a metà tra realtà e (molta) finzione.

Battesimo di Cristo, Verrocchio (e Leonardo)

Maledizioni ancestrali, aquile che volano, incubi ricorrenti, le prime due puntate sembravano raccontarci una favola dark di un genio forse sin troppo contemporaneo, come il “vernissage” organizzato dal Verrocchio, maestro del Da Vinci, per la presentazione dell’opera il Battesimo di Cristo, cui Leonardo ha dipinto un angelo.

Sulla falsariga de I Medici, serie di cui mutua parte dei produttori, anche Leonardo punta alla spettacolarizzazione del personaggio, fornendo soltanto pochi riferimenti storici, e ricreando scene dove l’arte fa quasi da sfondo alle vicende.

Ma oltre le varie “americanate”, che servono più per avvicinare i personaggi al nostro vivere, e “leggere”, a grandi linee, la vita dell’artista, bisogna considerare che non si tratta di un documentario, volto a restituire una fedele ricostruzione biografica del Da Vinci, ma di una serie che necessariamente deve mescolare realtà e fantasia per sottostare ad una moderna ottica di edutainment.

Ginevra de Benci quadro ritratto albero di ginepro leonardo da vinci
il ritratto di Ginevra de’ Benci con l’ipotesi della ricostruzione delle mani.

Ogni puntata prende in esame un’opera dell’artista, delineando e, soprattutto, immaginando la storia che deve aver portato il Maestro del Rinascimento a realizzarla. Il Ritratto di Ginevra de’ Benci, protagonista di un episodio, vuole essere davvero un gioco di parole tra il nome della donna ritratta da Leonardo e l’albero di ginepro con cui l’artista decide di isolare il suo volto. Secondo uno studio il dipinto doveva avere le medesime dimensioni della Gioconda, e forse la posizione delle mani era un riferimento/omaggio alla Dama del mazzolino, scultura di Andrea del Verrocchio. In una data imprecisata l’opera è stata tagliata. Nella serie si ipotizza sia stato lo stesso Amerigo Benci, padre di Ginevra, a tagliare la tavola, per rimuovere il riferimento al vero amore della ragazza, promessa in sposa invece a Luigi di Bernardo di Lapo Nicolini.

Dama del Mazzolino, Andrea del Verrocchio
(immagine scattata da Paolo Monti nel 1966)

Protagonista di un altro episodio è stata l’Adorazione dei Magi, che Leonardo doveva realizzare per i monaci di San Donato a Scopeto, che l’artista realizzò in realtà all’interno della casa della Benci, quasi contemporaneamente, e che l’artista abbandonò non per il rifiuto dei frati mostrato nella serie, ma per la sua imminente partenza a Milano alla corte degli Sforza. Solo quindici anni dopo, vista l’inadempienza di Leonardo, i monaci commissionarono il soggetto a Filippo Lippi.

Adorazione dei Magi Leonardo da Vinci quadro Leonardo serie
Adorazione dei magi, Leonardo da Vinci

Prodotta da ben tre emittenti pubbliche internazionali e pensata per altrettanti canali generalisti, Leonardo deve rappresentare uno sprone a conoscere il vero Leonardo Da Vinci dai volumi di storia dell’arte e dal diretto contatto con le sue opere. La serie dunque tenta soltanto di restituire una personalità complessa e tormentata di Leonardo, caratterizzata da una genialità dell’artista e di un uomo che già al suo tempo è stato molto controverso e contestato. Elementi come la maledizione, gli incubi, l’aquila, che vanno ad innestarsi in una vita già abbastanza intricata, non vanno presi letteralmente, ma letti per introdurci nel visionario schema di pensiero leonardesco.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *