CINEMA

Curiosità e riconoscimenti di “La vita davanti a sé”, il debutto di Sophia Loren su Netflix

Si intitola La vita davanti a sé ed è il film che segna il ritorno di Sophia Loren sul grande schermo e il debutto sulla piattaforma Netflix. Diretto dal figlio Edoardo Ponti, la pellicola avrà (o avrebbe avuto) un passaggio di tre giorni al cinema, per poi avere una più ampia distribuzione sulla nota piattaforma streaming a pagamento dal 13 novembre.

E già si parla di Oscar e di ennesimo record che questa pellicola potrebbe far tagliare all’attrice italiana più famosa nel mondo. Secondo il magazine americano Variety infatti Sophia potrebbe aggiungersi alla rosa di veterane del cinema che quest’anno ambiscono alla statuetta, tra (manco a dirlo) Meryl Streep, ma anche Michelle Pfeiffer ed Ellen Burstyn.

Sophia aveva già vinto l’Oscar nel 1962 per La Ciociara, prima attrice a vincere un Oscar per un film in lingua straniera, ma aveva ottenuto anche una seconda nomination qualche anno più tardi, nel 1965 per Matrimonio all’Italiana. Se nel 2021 fosse nominata, segnerà un divario di ben 56 anni dall’ultima nomination, rubando il record nientedimeno a Harry Fonda che tra la prima e l’ultima passano circa 41 anni.

La vita davanti a sé è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Romain Gary, parla di Madame Rosa (la Loren), anziana ebrea reduce di Auschwitz, che cresce i figli di giovani prostitute che non possono tenerli. Un giorno nella sua vita arriva Momò che, a differenza degli altri bambini, proviene da una famiglia di origine musulmana.

Il romanzo di Gary segna un’eccezione nella storia del Premio Goncourt, vinto nell’anno della sua pubblicazione, il 1975. Secondo il regolamento del premio infatti non è possibile premiare due volte lo stesso autore. Gary aveva già avuto questo riconoscimento nel 1956 con Le radici del cielo, ma un parente dello scrittore si attribuì l’identità dello pseudonimo di Émile Ajar. La storia verrà fuori solo qualche anno più tardi, quando lo scrittore morirà, ma il premio non sarà revocato poiché viene premiato il libro e non lo scrittore.

Tra i riconoscimenti potrebbe esserci anche quello di miglior canzone, cantata da un altro simbolo dell’Italia nel mondo, Laura Pausini, che per l’occasione ha inciso in ben cinque lingue Io sì (Seen), scritto per lei da Diane Warren e già su tutte le piattaforme musicali.

Non è la prima volta che questo romanzo arriva sul grande schermo. Ad interpretare Madame Rosa fu infatti Simone Signoret nel 1977 per la regia di Moshé Mizrahi, vincendo il Premio Oscar come Miglior film straniero nel 1978.

Che Ponti riesca a bissare questo successo di critica e premi?

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