“CONVIVIA. Il gusto degli antichi”, al LAPIS Museum di Napoli fino all’8 gennaio

Si intitola CONVIVIA. Il gusto degli antichi ed è la mostra che segna la ripresa della collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il LAPIS Museum, in pausa dal 2020 a causa di restrizioni e chiusure per il covid.

CONVIVIA. Il gusto degli antichi
pane fossilizzato

Nel cuore del centro storico di Napoli

La mostra, lungo il percorso sotterraneo, apre al pubblico ufficialmente oggi e sarà possibile visitarla, nella cripta/area archeologica della Basilica della Pietrasanta, fino al prossimo 8 gennaio 2023.

Utensili, vasellame, commestibili fossili prestati dalla Collezione dei Commestibili del MANN. Tra i pezzi più interessanti, e forse più noti, la bottiglia d’olio più antica del mondo, forse proveniente da Ercolano e seppellita durante la terribile eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Approfondimenti multimediali e ricostruzioni 3D

A fare da corredo ai 150 reperti esposti approfondimenti multimediali e ricostruzioni 3D che accompagnano il visitatore alla scoperta della Campania Felix narrata da Plinio, presente in mostra come ologramma introduttivo.

CONVIVIA. Il gusto degli antichi va alle origini della nostra dieta mediterranea e racconta le abitudini alimentari del mondo antico, dall’agricoltura alla preparazione e cottura dei cibi.

A cura del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

L’esposizione è ideata e curata dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da uno dei nomi di riferimento nel panorama dell’archeologia campana, la professoressa Giovanna Greco.

Il racconto pliniano trova conferma nella Collezione dei Commestibili del MANN, unica al mondo, costituita, tra l’altro, da migliaia di resti di piante di uso alimentare.

CONVIVIA. Il gusto degli antichi
La bottiglia d’olio più antica del mondo

La bottiglia d’olio mostrata da Alberto Angela a SuperQuark

Oltre alla famosissima bottiglia d’olio, protagonista qualche anno fa di uno speciale a SuperQuark condotto da Alberto Angela, sono presenti in mostra cereali come farro, orzo, olive e vinacce, resti di spremitura del vino.

Grazie ai reperti del MANN, CONVIVIA. Il gusto degli antichi racconta anche come si conservavano le risorse alimentari (grazie ai grandi contenitori), le diverse forme di cottura già note in epoca romana (bollito, fritto, arrosto) e come si imbandisce la tavola.

CONVIVIA. Il gusto degli antichi
Piatto da portata in ceramica

Una batteria di pentole completa

Il vasellame selezionato ricompone una batteria di pentole completa, e un ambiente destinato alla cucina che è ricostruito e raccontato in forma virtuale.

Piatti, brocche, bicchieri, fruttiere, contenitori per salse, olio, aceto, sale e pepe ci fanno apparire il mondo antico più vicino che mai, per la raffinatezza e la lavorazione dei pezzi esposti.

Bellissimi nella vetrina centrale i vasi e crateri a figure rosse e nere, tra i quali spicca un rython, un boccale che gli antichi utilizzavano durante banchetti e cerimonie particolari.

Gli straordinari affreschi pompeiani

Non mancano le riproduzioni degli originali affreschi pompeiani in dialogo con i reperti e che contribuiscono ad una più completa narrazione del momento conviviale nell’antichità, con raffronti tra il banchetto romano e quello greco.

CONVIVIA. Il gusto degli antichi offre uno spaccato sul menu vero e proprio che componeva la dieta degli antichi, raccontando le diverse qualità di pane, ma anche i panettoni, i dolci e quei cibi antenati della nostra tavola che evolvendosi sono giunti fino a noi nelle forme che oggi tutti conosciamo.

CONVIVIA. Il gusto degli antichi

Il mondo del vino

Una carta dei vini con il suo prezzario ci dà un’idea del costo quotidiano della spesa in una città all’ombra del Vesuvio. Ma al contempo un approfondimento è dedicato anche al vino nel mondo greco, proponendo il tema del simposio, con il vasellame a corredo della cerimonia conviviale.

Il racconto di CONVIVIA. Il gusto degli antichi è arricchito dalla lettura dei testi originali, che illustrano a grandi linee quello che doveva essere il regime alimentare del quotidiano. Come si evince dall’itinerario di visita, l’alimentazione era basata sul consumo dei cereali, del formaggio, del pesce, olive, verdure e legumi.

CONVIVIA. Il gusto degli antichi
noci fossilizzate

All’origine della dieta mediterranea

Non faceva parte della dieta quotidiana, ad esempio, l’utilizzo di carni rosse. I resti ossei recuperati attestano invece già il consumo di pollame o animali da caccia. Le ricette, le carte dei vini, le diverse qualità di pani, i taralli e i panettoni offrono uno straordinario affresco, qui posso dirlo, della vita quotidiana e dell’alimentazione giornaliera vivace oggi come allora.

L’esposizione vede la curatela del prestigioso comitato scientifico guidato da Paolo Giulierini, direttore del MANN, Marialucia Giacco, Giovanna Greco, Gaetano Di Pasquale.

Ideata e curata dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli è finanziata a promossa dalla Regione Campania, nell’ambito del Poc 2014-2020, attraverso la Scabec, e vede la collaborazione di prestigiosi istituti, dal Museo Archeologico Virtuale di Ercolano allo stesso LAPIS Museum, passando per il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli.

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