INTERNATTUALE

Chiara Ferragni agli Uffizi, divinità contemporanea nell’era dei social

Chiara Ferragni ha visitato gli Uffizi. Nell’era del post-covid il rilancio della cultura italiana passa anche dalle influencer che scelgono il nostro Paese e il suo patrimonio storico-artistico per i loro lavori.

La nota influencer milanese era a Firenze per uno dei suoi shooting fotografici, ed ha colto l’occasione per ammirare alcuni dei più importanti capolavori della storia dell’arte italiana.

Non sono mancate le polemiche, scatenate, questa volta, da un post dell’account delle Gallerie degli Uffizi, in cui la fresca bellezza dell’influencer è paragonata a quella di Simonetta Vespucci, il cui volto sarebbe stato utilizzato dal Botticelli per la celeberrima Nascita di Venere: «L’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento – si legge sul post del museo fiorentino – ai giorni nostri l’italiana Chiara Ferragni, nata a Cremona, incarna un mito per milioni di followers, una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social».

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Ieri ed oggi … I canoni estetici cambiano nel corso dei secoli. L’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento. Magistralmente espresso alla fine del '400 da #SandroBotticelli nella Nascita di #Venere attraverso il volto probabilmente identificato con quello della bellissima Simonetta Vespucci, sua contemporanea. Una nobildonna di origine genovese, amata da Giuliano de’Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico e idolatrata da Sandro Botticelli, tanto da diventarne sua Musa ispiratrice. Ai giorni nostri l’italiana Chiara Ferragni, nata a Cremona, incarna un mito per milioni di followers -una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social – Il mito di Chiara Ferragni, diviso fra feroci detrattori e impavidi sostenitori, è un fenomeno sociologico che raccoglie milioni di seguaci in tutto il mondo, fotografando un’istantanea del nostro tempo. 🌍ENG: Beauty standards change in the course of time. The female ideal of a blonde- haired woman with diaphanous skin is a very common beauty model in the Renaissance. Masterfully expressed by the Florentine Sandro Botticelli in The birth of Venus maybe portraying the face of one of his contemporary, Simonetta Vespucci. A beautiful noble woman, of Genoese origin, beloved by Giuliano de’ Medici, the younger brother of Lorenzo the Magnificent ; she was so worshiped by Sandro Botticelli that she became his muse. Nowadays, Chiara Ferragni, born in Cremona, embodies a role model for millions of followers – a sort of contemporary divinity in the era of social media – The myth and the story of Chiara Ferragni, argued by harsh critics and supported by faithful fans, is a real sociological phenomenon that involves millions of supporter worldwide and it can undoubtedly be considered a snap-shot of our time.

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Terribili e immediate le reazioni dei detrattori che non la ritengono “degna” di promuovere un museo e, soprattutto, di un tale paragone.

E dire che dopo la fine del lockdown, Chiara Ferragni invece si è molto dedicata anche alla promozione turistico-culturale (italiana), visitando la Cappella Sistina e i Musei Vaticani a Roma e, in perfetta linea con l’idea di “turismo di prossimità”, Chiara ha così deciso di trascorrere il suo tempo libero in Italia, tra i suggestivi paesaggi del Lago di Como, dove non sono mancati riferimenti alla settecentesca Villa Sola Cabiati dei duchi Serbelloni o il Grand Hotel Tremezzo, edificio dei primi del novecento costruito secondo i dettami dell’art nouveau.

Uno dei motivi per cui l’Arte è appannaggio di pochi è proprio lo snobismo degli addetti ai lavori.

L’arte non è per i critici, non è per gli studiosi, non è per coloro che passano anni a riconoscere il tratto dell’artista, la corrente pittorica o il genere. Gli stessi Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Caravaggio non dipingevano o scolpivano sperando di finire sui libri di storia (dell’arte), ma lo facevano soprattutto per suscitare emozioni.

L’arte è per chi in silenzio la ammira e, semplicemente, prova dei sentimenti guardandola. Che sia piacere o rabbia, amore o disgusto non importa. Nessun artista si augura di diventare un nome in un volume, ma spera soprattutto di emozionare chi osserva la propria creazione.

Consapevole della notevole influenza, soprattutto sui giovanissimi, la Ferragni va oltre moda e tendenze, e sta convogliando i suoi post anche su tematiche più importanti: dalle raccolte fondi da record durante il lockdown alle visite museali, in chiave esclusiva certo. Chiara con i suoi pst dice al mondo che oltre l’haute couture c’è tutto un mondo di bellezza e arte ancora da scoprire. Così come i musei, che fuoriescono dalla stantia e polverosa immagine di mere sale espositive, per entrare a far parte del nostro tessuto social(e) in un’ottica di infotainment più internazionale.

E se preferite soffermarvi sul fatto che l’“indegna” Chiara Ferragni sia stata paragonata all’immortale Simonetta Vespucci, allora non soltanto vuol dire che chi critica non ha colto la vera essenza di quel post, ma non capiscono nemmeno nulla di arte.

Ma d’altronde Edmond e Jules de Goncourt lo dicevano: «Un quadro in un museo è forse la cosa al mondo che ascolta il maggior numero di osservazioni stupide» e, a giudicare dai commenti on-line di alcuni, il web pure.

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