Andy Warhol ritorna al Palazzo delle Arti di Napoli

La stagione culturale di Napoli inizia là dove sembrava essersi fermata nel 2020 a causa della pandemia: a Palazzo delle Arti di Napoli, dopo appena due anni dall’antologica alla Basilica della Pietrasanta, arriva adesso Andy is back, nuova esposizione dedicata al visionario artista newyorkese. Ma non temete, non si tratta di una replica della precedente, perché al PAN arrivano 130 opere mai o raramente esposte, che il pubblico potrà ammirare da oggi, 16 aprile al 31 luglio 2022.

Prodotta da Navigare Srl, la mostra vede la curatela di Edoardo Falcioni per Art Motors e il patrocinio del Comune di Napoli. Una biografia espositiva, che ripercorre le tappe più importanti della vita e delle opere dell’artista, da quando, sconosciuto, si chiamava ancora Andrew Warhola all’arrivo a New York e al successo, fino alla morte nel 1987.

Lungo il percorso espositivo, immagini diventate icone della storia dell’arte contemporanea: da Marilyn Monroe a Mao a Liz Taylor, passando per le note Campbell’s Soup e il detersivo Brillo. Volti e immagini quotidiani che diventano arte.

Punto nodale dell’esposizione è un’ampia galleria di memorabilia che è veramente tutta da scoprire, tra tanti pezzi d’autore: la stampa serigrafica della t-shirt di Keith Haring autografata da Warhol, la banconota da 10mila lire firmata insieme all’artista tedesco Joseph Beuys, le foto in polaroid, la serie Ladies and Gentlemen, e diversi numeri della rivista Interview fondata dallo stesso Warhol, con le sue interviste e le sue fotografie a celebrità degli anni ’70 e ’80, e molto altro.

La mostra racconterà anche il rapporto speciale che l’artista aveva con Napoli, grazie ad un carteggio proveniente dalla collezione privata di Fabio Donato, durante i soggiorni in città quando il noto gallerista Lucio Amelio lo chiamò per la collettiva Terrae Motus, in sostegno delle vittime del terremoto dell’Irpinia dell’80 che colpì duramente anche Napoli, in occasione del quale Warhol, come opera, riprese la pagina de Il Mattino che titolò FATE PRESTO.

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