INTERNATTUALE

Ai followers di Angela Chianello: seguite chi, come me, porta arte e bellezza nei vostri smartphone

Nell’epoca dei social, a volte la notorietà può arrivare anche da un’intervista strampalata fatta per caso in un giorno d’estate da una spiaggia di Mondello e ritrovarsi improvvisamente con 189 followers che potrebbero addirittura cambiarti la vita.

Ma bisogna fare qualche passo indietro, e ritornare all’inizio dell’estate, quando la signora Angela Chianello, viene raggiunta in spiaggia da alcune telecamere di Mediaset. “Buongiorno da Mondello!” esordisce la simpatica signora, prendendo, forse, quell’intervista per quell’attimo di notorietà di cui parlare agli amici durante l’happy hour post-mare.

“Oggi ammare” prosegue la Signora, con quel caratteristico accento palermitano che trova la massima espressione quando grida alla giornalista, che le aveva chiesto se avesse paura del contagio per il coronavirus, “Noncennècoviddi!” in un’espressione che non soltanto è diventata proverbiale per chi, tra ironia e perplessità, vuole esprimere il concetto, ma che è diventata così virale da generare visualizzazioni su YouTube, videoparody su TikTok, addirittura remix pubblicati su Spotify.

Un successo, o almeno una popolarità, che ci riporta all’estate di dieci anni della “bira e calippo”.

Immediate le prime ospitate da Barbara D’Urso per correggere il tiro di quell’affermazione, poi, con la fine dei programmi su Canale5 un apparente oblio, mentre continuava a volare di bocca in bocca quella frase ormai iconica “Noncennècoviddi!”.

Il colpo di genio è giunto qualche settimana fa, quando Angela Chianello, questo il nome della simpatica signora, ha aperto un account instagram che ha raggiunto 100.000 followers in un solo giorno, e oggi è a quota 189.000.

Immediata la rivolta di quello stesso popolo del web che prima le ha donato la notorietà e poi, forse con un po’ di invidia, critica il fatto che la Signora Chianello quella notorietà potrebbe sfruttarla a suo vantaggio e entrare nel mondo dei cosiddetti “Influencer”. Proteste, critiche, commenti al vetriolo, persino una campagna firme organizzata da Riccardo Pirrone (social media manager di Taffo, per intenderci) contro la fama di persone “stupide”. La Signora Chianello diventa così simbolo di quell’Italia becera che preferisce l’ignoranza alla cultura e alla bellezza e per contrastarne gli effetti, quasi fosse un secondo virus da fermare, c’è persino chi ha proposto una challenge affinché l’account ufficiale di Alberto Angela, noto divulgatore scientifico, a quota 50.000 superasse quello della Signora Chianello.

Comprendo la rabbia di chi come me si impegna tanto in questo settore. Io mi occupo di divulgazione culturale. Mostre, musei, eventi soprattutto. Lo proprio dal settembre del 2015, e il mio account instagram attualmente staziona a quota 10.3K. Non ne ho mai fatto una questione di numeri, mi sono sempre sentito appagato da quei pochi commenti e piccole manifestazioni di affetto di chi da un po’ ormai mi segue con attenzione.

E non mi sento nemmeno di criticare la Signora Chianello o bollarla come simbolo di qualsiasi cosa, perché credo che ognuno di noi sia libero di seguire chi ama, chi lo diverte, chi riesce a strappargli un sorriso o semplicemente intrattenerlo mentre aspetta l’autobus.

Certo non posso nascondere un po’ di delusione, perché sul mio account, @marianocervone, ogni giorno parlo di arte, di bellezza, dei luoghi e le città che visito, o le mostre e le opere che vado ad ammirare nei musei: Napoli, la mia città, ma anche Como, Milano, Firenze, Roma, e più di recente Urbino, L’Aquila, Amatrice, Perugia, Assisi. Forse non sono foto originali, certo, ma sono suggerimenti e spunti di viaggio fatti con passione, con l’anima con la voglia di condividere il proprio mondo e i propri sogni. E allora forse mi verrebbe da chiederla una cosa alle centinaia di migliaia di followers della Signora Chianello. Seguitemi, seguite anche chi come me, si impegna per portare arte e bellezza sui vostri smartphone. Perché per voi potrebbe essere soltanto un segui, per chi mette cuore nelle cose, può essere un motivo in più per insistere e andare avanti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *