EVENTI E MOSTRE

A Palazzo Reale di Milano una importante mostra sul “Caravaggio francese”

Definito da molti il “Caravaggio francese”, questo artista arriva a Palazzo Reale di Milano con una monumentale mostra di ben quindici opere più una attribuzione. Una vera enormità se si considera che questo artista, vissuto a cavallo tra il XVI e XVII secolo, ci ha lasciato appena quaranta dipinti autografi, ed è ancora più straordinaria se si considera che di queste opere nessuna è conservata qui in Italia.

Iniziata lo scorso 7 febbraio, Georges de La Tour – L’Europa della Luce, questo il titolo completo dell’esposizione, resterà a Palazzo Reale di Milano fino al prossimo 7 giugno 2020. Una mostra che permetterà ai visitatori di indagare la pittura del maestro della luce ponendola per la prima volta a confronto con i grandi del suo tempo: da Gerrit van Honthorst a Paulus Bor, passando per Trophime Bigot.

de La Tour Il denaro versato, National Art Gallery Leopoli

Una mostra di pregio, la cui realizzazione ha richiesto la collaborazione di ben 28 enti prestatori, tra le più importanti istituzioni museali del mondo: dalla National Gallery of Art di Washington D.C. al J. Paul Getty Museum di Los Angeles, solo per citarne alcuni, ma sono tanti anche gli italiani come le Gallerie degli Uffizi, la Pinacoteca Vaticana, la Galleria nazionale d’Arte Antica-Palazzo Barberini.

Considerato in Francia al pari del nostro Caravaggio, non è dato sapere se de La Tour abbia mai visto le opere del Merisi, con le quali condivide lo stesso senso di drammaticità della scena e la medesima attenzione alla luce che illumina i soggetti delle sue scene.

E proprio come fu per Caravaggio, anche questo straordinario artista è una riscoperta degli inizi del XX secolo, quando lo studioso tedesco Hermann Voss pubblicò un articolo a riguardo contribuendo ad un’opera di grande rivalutazione artistica da parte dei contemporanei e di noi posteri.

Grande fortuna ebbe l’artista durante la sua carriera, dapprima nel Ducato di Lorena e poi fino alla corte di Re Luigi XIII che volle nominarlo suo pittore nel 1639.

Proprio come Michelangelo Merisi, anche Georges predilige soggetti di strada, sovvertendo le regole dell’iconografia pittorica, ritraendo angeli senza aureola, attribuendo ai suoi soggetti i volti delle persone di strada, come mendicanti e persone di basso rango.

Nessuna opera colossale è giunta fino a noi. Le sue opere, di piccolo e medio formato, appartengono probabilmente alla fase matura dell’artista. Privi di un vero e proprio sfondo paesaggistico, sono quasi opere monocrome dal preciso impianto geometrico.

de La Tour Maddalena penitente, National Gallery of Art Washington D.C.

Tra le opere in mostra anche l’iconica Maddalena Penitente, dalla National Gallery di Washington. Qui, a differenza dei contemporanei, de La Tour pone la donna in un interno austero, esaltandone la figura e i capelli corvini. Non c’è pathos, piuttosto un’intima riflessione. Ma sono tanti i capolavori che compongono questo evento da non perdere.

La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e Skira, e vede la curatela della Professoressa Francesca Cappelletti e di Thomas Clement Salomon. Prestigioso il comitato scientifico, che vanta, tra gli altri, Pierre Rosenberg (già direttore del Louvre), Gail Feigenbaum (direttrice, Getty Research Institute), Annick Lemoine (direttore, Musée Cognacq-Jay), Andres Ubeda (vice direttore, Museo del Prado).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *