ARTE

10 natività nella storia dell’arte per celebrare il Natale

Dalle tante Natività, passando per l’Adorazione dei Pastori alla Visita dei Re Magi, sono tanti i dipinti che raccontano i diversi momenti legati alla nascita di Gesù e, in vista del Natale, ne ripercorriamo oggi alcuni tra i più significativi.

La natività del Correggio. Datata tra il 1525 e il 1530, vede un bellissimo chiaroscuro in cui, la luce emanata dallo stesso Bambin Gesù illumina tutti i presenti accorsi a vederlo.

Anche il maestro Leonardo Da Vinci ha dedicato la sua arte alla nascita di Cristo. Maria con in braccio Gesù bambino, si staglia perfettamente in una scena affollatissima, dove in primo piano troviamo i magi. A far fa sfondo al dipinto le tradizionali rovine romane, che ritroveremo spesso in questa tipologia di dipinto, che simboleggiano l’affermazione del cristianesimo sul paganesimo di epoca romana, secondo la Leggenda Aurea di Cristo. Come è possibile notare, l’opera è rimasta incompiuta.

Il maestro della pittura italiana, Giotto, ha affrescato la Natività di Gesù nella Cappella degli Scrovegni a Padova tra il 1303 e il 1305. Maria è ritratta nell’atto di cullare il piccolo Gesù, mentre Giuseppe è in primo piano ritratto dormiente. In alto un coro di angeli, in basso un gruppo di pastori ad adorare il miracolo divino.

In pieno Rinascimento, agli inizi del 1500, un altro grande maestro italiano, Botticelli, realizza la sua Natività mistica. Si tratta dell’ultima opera dell’artista prima del suo periodo di inattività che precede la sua morte. Natività mistica è un titolo postumo attribuito all’opera dalla critica moderna, per i tanti simbolismi. Il dipinto rappresenta un duplice tema, quello della nascita di Cristo e quello della sua seconda venuta sulla Terra prima del giudizio universale.

Non posso non citare la Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio, realizzata a Palermo dal maestro italiano nel 1600 e rubato nel 1969. Il dipinto, secondo alcune fonti, vale circa 20 milioni di euro. Straordinariamente moderna, l’opera mostra una scena intima, in cui i due santi sono a cospetto della sacra famiglia per rendere omaggio al figlio di Dio.

Nell’Adorazione del Bambino del Bramantino, 1485, ritroviamo di nuovo San Francesco d’Assisi, questa volta insieme a San Bernardino da Siena e San Benedetto. Anche qui un riferimento all’epoca romana, con il Tempio della Pace che avrebbe fatto crollare la nascita di Cristo con il trionfo del cristianesimo.

Giorgione dipinge invece la Adorazione dei pastori Allendale (o Natività Allendale, dal cognome dei proprietari dell’opera), in cui la Sacra Famiglia è ritratta in una Grotta, con dei pastori accorsi a rendere omaggio al bambino. Intorno un paesaggio rupestre.

Tra il 1496 e il 1504 anche Albrecht Dürer si cimenta nella realizzazione dell’Altare Paumgartner, conservato a Monaco di Baviera, dove nello scomparto centrale c’è la raffigurazione della natività con abiti contemporanei all’artista.

Tra il 1440 e il 1441 Beato Angelico realizza un ciclo di affreschi all’interno del convento di San Marco a Firenze, dove c’è anche l’episodio della natività.

Per ultimo, ma non ultimo, Andrea Mantegna, che dipinge una bellissima Adorazione dei pastori, tra il 1450 e il 1451, oggi al Metropolitan Museum of Art di New York, dove la Vergine Maria al centro della scena, veglia su Gesù bambino, tra i pastori che ammirano la scena, e Giuseppe anche qui dormiente.

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