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Viaggio a Matera, la città dei sassi che sfidano l’eternità

Dopo aver vissuto la magia della Costiera Amalfitana, le mie vacanze proseguono a Matera.

Capitale della Cultura 2019, Matera mi è subito apparsa come una grande galleria d’arte contemporanea a cielo aperto. Ogni “sasso”, o ogni grotta, come più propriamente sono definite, si è trasformata in una fucina di artisti emergenti locali e cosmopoliti. Sono tantissime infatti le mostre fotografiche o di scultura, che trovano posso in queste antiche cavità o persino nei vecchi edifici di culto, le chiese rupestri.

Sono soprattutto questi edifici altomedievali una delle principali attrazioni di questo territorio straniante. Sì, perché la prima sensazione che hai, quando giungi a Matera, è quella di ritrovarti in una città mediorientale, come Gerusalemme.

Non è un caso che questa città, tra le più antiche del mondo insieme a poche altre, è stata ed è anche importante scenario cinematografico: da Pier Paolo Pasolini a Garth Davis, Matera è stata set di pellicole immortali italiane come il Vangelo secondo Matteo, ma anche, e forse soprattutto, straniere, come La Passione di Cristo, Wonder Woman, King David, solo per citarne alcuni. Film storici, biblici, quelli che un tempo la critica definiva peplum, ma anche commedie come Viva l’Italia con Michele Placido, Noi e la Giulia di Eduardo Leo, Moschettieri del Re di Giovanni Veronesi. Oggi la città si appresta ad accogliere una nuova produzione internazionale, l’ultimo film di 007, No time to die (questo il titolo ufficiale) di cui si prepara il set proprio nei giorni in cui sono lì in visita. Lo scopro a Piazza Giovanni Pascoli (così chiamata perché qui lo scrittore italiano insegnò, quando il museo di Palazzo Lanfranchi, che dà sulla piazza, era una scuola). Osservo una monumentale costruzione di quella che mi sembra una casa romana con tanto di affreschi pompeiani, quando una guida in lontananza lo racconta, con un pizzico di orgoglio, al suo gruppo.

Sasso Barisano e Sasso Caveoso. L’antica città sembra essersi arrampicata nei secoli su per una gravina, scavando nella roccia le proprie abitazioni, costruendovi chiese a strapiombo sulla vallata, ricavando costruzioni dalla roccia calcarina.

Un biglietto unico mi consente di visitare le principali chiese rupestri della città: Santa Maria de Armenis, Santa Maria de Idris, San Pietro Barisano sono soltanto alcune delle meraviglie che è possibile visitare. Ti stupisce osservare la conservazione del colore di questi affreschi abbandonati per lungo tempo. Sì, perché nel 1952 De Gasperi emanò una legge speciale che imponeva lo “sfollamento dei sassi”. Da quel momento “sassi” e chiese furono quasi dimenticati, abbandonati a loro stessi fino a quando il cinema, a poco a poco, cominciò a raccontare al mondo la loro bellezza. Oggi Matera, pur essendo cresciuta nella parte nuova della città, punta molto sulle sue radici, come dimostra la Casa Grotta (inclusa nel mio biglietto). Quando entro una voce guida appena iniziata racconta i vari punti di interesse di questa antica abitazione, che a me ricorda un po’ i bassi napoletani, raccontando di come famiglie numerose vivessero in questi ambienti piccoli, in queste stanze l’una nell’altra senza corridoi di passaggio, dove la cucina, la zona notte e quella giorno erano tutt’uno, e uomini e animali dormivano fianco a fianco, conservando grano e biada in scomparti diversi dello stesso armadio. È tuttavia un racconto affascinante, e quasi mi pare di sentire il pianto dell’ultimo figlio che dorme nel cassetto basso di un comò, o osservare tutti i componenti di questa numerosa famiglia sedere tutti insieme intorno ad un unico piatto.

Il dialetto materano mi ricorda molto quello pugliese, gli abitanti sono simpatici, alla mano, e ti aiutano con garbo a scoprire questa bellissima città. La parte “nuova” risente molto dell’influenza apula, con scorci che mi ricordano Lecce, Locorotondo, Alberobello: il lastricato in pietra calcarina, a tratti ruvido e a tratti levigato e scivoloso e somiglia alla dorata pietra leccese. Luminoso, biancheggiante, accecante rende ogni angolo uno scorcio da catturare con il cuore e con lo smartphone.

Alla sera i sassi si animano, si accendono di luci e di gente, che accorre qui per bere in compagnia, per scoprire sapori tipici e vivere quei luoghi che coniugano quell’atmosfera vintage, come da Roband29, che accompagna i suoi aperitivi con le voci di Sarah Vaughan, Daniel Ferrant & James Knight rievocando il fascino degli anni ’50.

La cucina materana mutua molto da quella pugliese: dal pane giallo, che ai più ricorderà quello di Altamura, alla pasta fresca e le orecchiette. Squisiti i salumi e i formaggi, e la carne di queste aree un po’ montuose.

Ma ciò che più di ogni altra cosa mi ha sorpreso, è come una città tanto antica nasconda un cuore così giovane. Sono tantissimi i ragazzi che portano con passione le loro idee, i sogni, i progetti concreti. Come Icaro, azienda aeral drone giovane e di giovani, che propone ai turisti Icaro Vision, una video-cartolina (la mia la trovate su instagram) girata con un drone. Un momento unico, girato rigorosamente al momento, senza alcuna immagine di repertorio, che viene consegnata al momento tramite smartphone o come link da scaricare da piattaforme di file sharing.

Probabilmente non è propriamente un’attrazione, in un luogo tanto suggestivo, ma senza dubbio è una coccola che potrà affrancarvi dalle fatiche da turista che vi porteranno in lungo e in largo per i sassi: la Locanda San Martino Luxory, con il piccolo complesso termale, è senza dubbio il modo migliore per trascorrere qualche ora di relax totale. Sauna, bagno turco e una bellissima piscina interamente scavate nella roccia tufacea. Sono questi gli ingredienti di questo antico complesso romano che si propone di perpetuare l’antico rituale consacrato alla dea Medusa.

È un ritorno alle origini, una stretta connessione con la Madre Terra che ci accoglie nel suo grembo. Un’emozione nuotare in una serie di vasche di cunicoli e cisterne, rigenerando il proprio corpo e la propria mente tra suoni, colori e tisane detox.

L’occasione per vedere il Museo Archeologico Domenico Ridola arriva dalla mostra Ars Excavandi, che si propone di mostrare i sotterranei del museo. Ma la sorpresa arriva dalla bellissima collezione di ceramica greca. Corredi funerari, grandi crateri, piatti finemente decorati. C’è tutto un mondo da scoprire in questo museo, che è possibile visitare a poco più di 2€.

Proseguo con un percorso che mi porta a svariati metri di profondità, 18 per l’esattezza. Un’antica cisterna idrica, in Piazza Vittorio Veneto, che per la sua storia mi ricorda le cisterne greco-romane di Napoli. Anche qui in epoca rinascimentale gli abitanti di Matera raccoglievano l’acqua, ma la sua realizzazione così come lo vediamo oggi risale al XIX secolo. Proprio come le omologhe cisterne napoletane, si tratta di una cava di tufo, resa impermeabile da un rivestimento in cocciopesto, su cui sono ancora ben visibili i segni calcarei dei livelli che l’acqua ha raggiunto in momenti diversi. Un percorso guidato (il consiglio: prenotate prima la fascia oraria in cui volete visitarlo) che vi terrà con il fiato sospeso e, soprattutto, con il naso all’insù.

Matera è una Capitale della Cultura sì, ma non quest’anno per un titolo che sarà presto dimenticato, ma per la storia, l’architettura, la cultura di una città senza tempo che continua a sfidare l’eternità.

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