Un mondo senza “like”: ecco cosa tenta di insegnarci instagram

In principio erano i filtri. Tutti volevano aggiungere quel tocco vintage alle foto per rievocare il fascino delle Polaroid. Nove e anni e un miliardo di iscritti dopo, tutto quello che vogliamo da instagram sono i like. È questa la parola più digitata sui motori di ricerca, anche più dei followers, sperando di imbattersi in qualche formula magica che faccia di noi degli “influencer”. Tutti vogliamo diventare virali e, al di là di un reale talento, di una oggettiva bellezza fotografica delle nostre immagini, di una obiettiva percezione di noi stessi, vogliamo un’unica cosa: popolarità. È l’appiattimento di una professione, quella di fotografo, iniziata con l’avvento degli smartphone e sublimata dai social. Un miscuglio, quella dei blogger, dei fotografi e dei dilettanti, che si trasforma in un humus indefinito di professioni che cerca di emergere dal sottobosco degli oltre 450 milioni di immagini che vengono pubblicate ogni giorno. Mentre va svanendo il professionismo a vantaggio di chi scatta senza alcun senso estetico solo perché è in grado di farlo.

Ragazzine che condividono post e visualizzazioni sentendosi Chiara Ferragni, fotoamatori che condividono scatti come fossero Testino, e tutta una sequela di liberi professionisti e commercianti che s’illudono basti un fuori fuoco qualsiasi per risollevare le sorti di un’attività da lanciare o in declino.

Molta apparenza e poca sostanza, mentre si sviluppa un mercato nero in cui sono in vendita persino le spunte blu per dare maggiore credibilità al proprio profilo. Il noto social network di fotografia è così corso ai ripari. Cambia l’algoritmo, cambiano le regole: non più di trenta hashtag, fare domande, coinvolgere il pubblico. Ma nel frattempo si assiste ad un dilagante quanto paradossale fenomeno: l’omologazione delle immagini nell’assurdo tentativo di essere originali.

Stesse foto, stesse immagini, stessa composizione: un copia/incolla, un rincorrere l’altrui creatività replicandola senza alcuna originalità.

Da qui forse l’ultimo aggiornamento instagram che potrebbe far crollare l’ultimo tabù: il like.

Sì, secondo alcune indiscrezioni che si rincorrono on-line da qualche giorno, con un prossimo aggiornamento, non molto lontano, i like pubblici delle immagini potrebbero sparire.

A rivelarlo Jane Wong, fonte ritenuta dai più molto affidabile.

Il cambiamento sarebbe dovuto per far concentrare di più gli utenti sulla creazione dei propri contenuti. Si sovvertirebbero così le regole: a decretare il successo di un profilo non sarebbero più “cuori” e “seguaci”, ma la qualità delle immagini, centralità del social.

Un aggiornamento, questo, che potrebbe di certo far temere a VIP e tanti che intorno a questo social hanno costruito un vero e proprio business di perdere il proprio giro d’affari.

Spesso non valutiamo la qualità della foto, ma solo il profilo in cui è postata, il che è un paradosso, se si considera che questo social è nato fondamentalmente per gli appassionati di fotografia. La dimostrazione arriva da contenuti simili postati da account diversi, con alterne fortune.

Ma sarebbe questa la scelta migliore, far sparire i like dai profili degli utenti?

Probabilmente sì. Quanti seguiamo un account solo perché ha già tanti follower? Quanti mettiamo un like ad una foto solo perché l’ha fatto qualcun altro?

Gli sviluppatori di instagram forse vogliono gridare agli utenti che a fare la differenza di un profilo, come nella vita, non è imitare qualcun altro, non è l’approvazione degli altri, né l’ostentazione del proprio “successo”, ma la determinazione con cui si postano i contenuti e si racconta agli altri la propria storia.

E se qualcuno vuole ascoltarla e seguirci, tanto di guadagnato. L’importante è avere davvero qualcosa da dire.

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