Tra archeologia e scienza, due importanti mostre di LAPIS MUSEUM a Napoli

Sacra Neapolis. Culti, miti, leggende è la nuova mostra in programma a LAPIS MUSEUM, il percorso ipogeo della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, nel cuore del centro storico di Napoli.

Una rassegna che vede la straordinaria sinergia di pubblico e privato, tra l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS, che da qualche anno si prende cura della basilica, e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che per l’occasione ha aperto i suoi depositi, gli stessi mostrati da Alberto Angela qualche mese fa in uno dei suoi documentari di successo.

Un evento unico, che ha portato all’esposizione della Stipe votiva di Caponapoli, in quella che oggi è l’area di Via Foria, per lo più sconosciuta al grande pubblico, e che dal 22 dicembre fino al prossimo 15 settembre, potrà vederla tutti i giorni (festivi inclusi) dalle 10.00 del mattino fino a sera inoltrata.

Statuette fittili, sculture, monete. Sono tanti i reperti che compongono questo particolare focus sui culti orientali, che oggi trovano posto nella cripta, un’area sottostante la basilica che per l’occasione si è completamente rinnovata. Il sito non perde la sua originaria vocazione tecnologica, che adesso diventa fil rouge di un progetto ben più importante: gli oculus, la realtà virtuale, le proiezioni, fanno adesso da quinta a pezzi straordinari.

Come la colossale metopa del dio Mitra, posta proprio all’ingresso della Basilica, preludio archeologico di un’importante operazione culturale, perfettamente contestualizzata nell’area dove sorgeva l’Antico Tempio della dea Diana, con i resti di domus greco-romane, le mura ellenistiche, l’opus reticulatum, i bellissimi pavimenti musivi di epoca romana.

Tra i pezzi da non perdere lungo l’esposizione, la bellissima statua policroma della dea Iside che regge il Sistro, del II secolo d.C., che stringe un sistro nella mano destra e una oinochoe con ansa a forma di serpente nella mano sinistra.

I volti delle bellissime puppen, ex voto che le fanciulle portavano al tempio della dea, o la prima moneta coniata con il nome della città nuova, Neapolis.

Ma LAPIS MUSEUM ha inaugurato anche un’altra mostra lo scorso 22 dicembre, Napoli. Storia, Arte, Vulcani in collaborazione con l’Osservatorio Vesuviano, che ha portato lungo il percorso di visita una suggestiva stazione di rilevamento sismico che monitora in tempo reale l’area Vesuviana e quella dei Campi Flegrei. Ma il Reale Osservatorio Vesuviano ha anche allestito, esponendole per la prima volta, una bellissima mostra di gouaches del XVIII secolo, unico strumento e sola testimonianza delle varie eruzioni del Vesuvio nei secoli scorsi. Un percorso che unisce arte e scienza, e prosegue nelle profondità del sottosuolo con straordinari esemplari di rocce e contenuti che danno un valore rigoroso al percorso e alla cavità di tufo della Pietrasanta.

Dopo le mostre d’arte degli anni precedenti, quella de i Tesori Nascosti nel 2016 e il Museo della Follia nel 2017, alla Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta arriva adesso una preziosa esposizione archeologica, per tutti coloro che vogliono scoprire il fascino dei culti orientali e conoscere più da vicino le millenarie origini di Napoli.

Un pensiero riguardo “Tra archeologia e scienza, due importanti mostre di LAPIS MUSEUM a Napoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *