Storia di Notre-Dame, la cattedrale della nostra Storia

Notre-Dame brucia, crolla. L’umanità piange.

Patrimonio dell’UNESCO dal 1991, è uno dei luoghi simbolo di Parigi, secondo solo alla Torre Eiffel con i suoi quattordici milioni di visitatori l’anno.

la facciata della Cattedrale di Notre-Dame

Un incendio sorto, forse, in un’area interessata da lavori di restauro, dove si trovava la Flèche, la freccia, una guglia alta ben 45 metri, circondata dalle statue dei quattro evangelisti, protettrici della città, spostate, per la prima volta, proprio per consentire questo rifacimento. E già c’è chi grida alla macabra coincidenza.

Situata a Île de la Cité, si trova proprio nel cuore della capitale francese, nell’omonima piazza e rappresenta una delle costruzioni gotiche più note al mondo.

La cattedrale sorge su quello che era l’antico tempio di Giove, voluto da Caio Giulio Cesare dopo la resa del condottiero gallo Vercingetorige nel 52 a.C.

Prima dell’edificio odierno venne eretta una cattedrale dedicata a Santo Stefano, affiancata (con una chiesa doppia) ad un’altra dedicata invece al culto della Vergine Maria.

La costruzione attuale fu completata entro il 1250, ma già a partire dal XIV secolo vi furono una serie di interventi interni ed esterni della struttura. I lavori furono finanziati dalla Chiesa, ma anche dalla corona di Francia.

Simbolo della cristianità francese, è stata scenario di alcuni dei più importanti eventi storici e politici di Francia: dai matrimoni dinastici di Maria Stuarda, Regina di Scozia, con Francesco di Valois, a quello dell’Imperatore Napoleone III con Eugenia de Montijo, passando per i funerali di Stato di Charles de Gaulle, a quelli commemorativi per le vittime degli attentati dell’ISIS del 13 novembre del 2015.

Notre-Dame subì gravi danni già durante la Rivoluzione Francese, tra il 1789 e il 1799, quando tutti i metalli furono requisiti e portati alla zecca per essere fusi, e quando, per ordine della Comune di Parigi, il governo rivoluzionario, tutte le statue sono state distrutte così come la stessa flèche, oggi crollata.

Il tetto, anch’esso crollato nell’incendio, deve il suo restauro al 1817, anno in cui risalgono anche gli archi rampanti.

La cattedrale, in questi anni, versa in tante e tali cattive condizioni, che alle pareti vengono appese le bandiere di Austerlitz per nasconderne il degrado. Un grande contributo per quella che fu una vera e propria campagna di sensibilizzazione fu lo scrittore francese Victor Hugo, con il romanzo omonimo Notre-Dame de Paris, del 1831, in cui racconta la storia del gobbo Quasimodo innamorato della bella gitana, Esmeralda.

Vennero raccolti dei fondi, grazie anche al contributo di altri personaggi noti del tempo, che portarono alla ricostruzione della cattedrale con le originarie caratteristiche gotico-medievali con influenze architettonico-artistiche delle epoche successive.

L’incendio di Notre-Dame è uno spartiacque tra un’epoca di rivoluzioni, il XIX secolo, e una di involuzione, la nostra. Notre-Dame è già simbolo di un luogo sopravvissuto a moti rivoluzionari, a restauri e restaurazioni, un amalgama di epoche, di correnti artistiche, di personaggi storici. Con Notre-Dame brucia un libro di storia, con Notre-Dame, ieri, è bruciata anche una parte di noi stessi.

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