Sacra Neapolis, la mostra che celebra la figura femminile

8 marzo. Festa della Donna. Da un po’ di anni a questa parte è una ricorrenza, questa, particolarmente sentita, non solo per i crescenti casi di maltrattamento e, spesso purtroppo, femminicidio, ma anche per rivendicare un ruolo in una società troppo ancorata ad un maschilismo retrogrado. Ma, siccome credo che il miglior modo di festeggiare non sia quello di infilare banconote nel tanga di un ballerino cubano, ecco qualche consiglio per le signore napoletane e quelle che verranno qui in visita approfittando del bel tempo, per ricordare degnamente la figura femminile e quelle che in particolare hanno fatto la storia della città.

Se siete a Napoli dunque andate a vedere la mostra Sacra Neapolis – Culti, miti, leggende, all’interno della Basilica della Pietrasanta. L’esposizione è frutto della collaborazione tra l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale, che si occupa della basilica omonima, oggi LAPIS Museum, e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che con questa rassegna ha prestato per la prima volta 150 reperti inediti provenienti dalla stipe votiva di Sant’Aniello a Caponapoli. Si tratta di busti femminili, matrici, e volti finemente dipinti (le cui tracce di pittura sono straordinarie) che rappresentano degli ex voto che le fanciulle portavano al tempio della dea Demetra o Persefone. A dircelo sono alcune riproduzioni di troni vuoti, in memoria di quando la regina degli inferi, sposa di Ade, trascorreva sei mesi l’anno (primavera-estate) sulla terra insieme a sua madre Demetra, facendo rifiorire la terra al suo passaggio.

E dunque un auspicio ed un benvenuto anche per la prossima stagione ormai alle porte, le cui temperature miti e il sole di questi giorni ci fanno già assaporare con piacere.

Il ciclo vita-morte lo ritroviamo anche nella leggenda sulla sirena Partenope, dalla cui morte sarebbe nata invece proprio la città di Napoli, e che gli stessi napoletani della città greco-romana avrebbero eletto quale loro divinità protettrice.

Le opere sono esposte nelle teche della cripta della basilica, dove trovano posto anche dei bellissimi esemplari di statuaria di età imperiale declinati al femminile: la straordinaria scultura della Sacerdotessa Iside che regge il sistro e una suggestiva scultura della Nike, oltre ad un’erma di Eracle.

Il percorso prosegue con un’altra donna per antonomasia, la città di Napoli, la cui storia, insieme a quella della stessa Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, è rievocata in un viaggio a ritroso nel tempo che scende fino a quaranta metri di profondità, nella parte finale di questo suggestivo itinerario arricchito di proiezioni e contenuti scientifici dall’alto valore culturale.

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