TELEVISIONE

Miss Italia 2019: cronaca della finalissima su raiuno

Miss Italia sì, Miss Italia no. Sembra quasi una canzone di Elio e le Storie Tese e invece è l’amletica domanda che ogni anno ci facciamo quando va in onda questo storico contest di bellezza italiano. Dopo aver militato per anni sulle reti di Cairo editore, il concorso è ritornato nella prima serata di raiuno per festeggiare gli ottant’anni. Un’edizione celebrativa, quella di ieri sera, che ha visto il ritorno in video di molte Miss del passato: da Tania Zamparo a Eleonora Pedron, da Martina Colombari a Manila Nazzaro solo per citarne alcune.

Conduttore della serata, un po’ impacciato, Alessandro Greco che, pur salvandoci dall’ipotesi Flavio Insinna, proprio non è riuscito a coordinarsi con una regia spesso confusionaria che non faceva corrispondere nomi, numeri e inquadrature e non ha dato modo a noi telespettatori di poter vedere degnamente le 80 finaliste.

Il concorso ha ritrovato la sua rete storica, ma ha continuato a perdere quel format originale che tanto ha fatto la sua fortuna fino agli anni 2000, con la formula, entrata persino nel gergo comune, “Per te Miss Italia continua!”.

Espressione, questa, che rendeva partecipe anche il pubblico da casa, che spesso provava ad indovinare se per la concorrente di turno o la propria preferita il sogno della corona continuasse o no.

Sin dai primi minuti la trasmissione mostra segni di stanchezza e evidente disagio, con ospiti (troppi) che hanno sgranato i soliti “motivational” del non-è-importante-vincere-adesso e testimonianze dal mondo dello sport e giornalismo che incitano a continuare a credere nei propri sogni e nelle proprie ambizioni.

La serata, finita all’1.40 di notte, sembra un déjà vu del 2008, quando a vincere fu Miriam Leone: la concorrente numero 3, Carolina Stramare, scartata in un primo momento, viene ripescata all’ultimo per volare dritta verso il titolo di più bella d’Italia.

Un copione già visto che ha reso lo show un po’ stantio, con un abuso di musiche di Nino Rota nel tentativo di rievocare le atmosfere un po’ anni ’60 da “Dolce Vita”.

A rispondere alle polemiche di questi giorni delle ministre che si sono scagliate contro il ritorno in rai del concorso, un tappeto di scarpe rosse e la testimonianza in extremis di una madre di una ragazza vittima di femminicidio, ma la forzatura è evidente e l’intervista, un po’ abbozzata, non è abbastanza forte da raccontare con maggior attenzione una storia che avrebbe meritato ben più di una parentesi.

Con quasi 2.700.000 telespettatori Miss Italia vince una serata degli ascolti un po’ fiacca (su Canale5 c’era una vecchia replica di Ficarra e Picone), ma sono ben lontani ormai i tempi di quando i milioni di telespettatori erano oltre nove e lo share era di oltre il 47%. Colpa (o merito) del digitale terrestre che allarga la sua offerta con molti canali, ma anche delle piattaforme streaming (Netflix in primis), dei canali satellitari e dei pacchetti on-demand certo, ma anche di un rituale che non riesce più a catturare l’attenzione.

Nell’era dei social ognuno sente di avere diritto alla notorierà. Bastano appena un migliaio di followers per sentirsi una celebrità e credersi la nuova Chiara Ferragni, e questo genera automaticamente un disinteresse per l’ennesima sconosciuta di turno che entra nel mondo dello showbiz vincendo un titolo in prima serata.

Con YouTube e instagram ogni ragazza si sente una influencer e potenzialmente potrebbe diventarlo.

Per ritornare in auge il concorso dovrebbe difendere con maggior fermezza e convinzione la propria identità, l’essere un trampolino di lancio, il proprio format, la vocazione di eleggere semplicemente la bellezza. Bellezza intesa non come superficialità dell’aspetto, ma ricerca estetica di un fascino esteriore che può scaturire anche da una forte personalità.

Se è stato un bene abbandonare tutti i tentativi di farne una sorta di talent, a metà tra Italia’s got talent e Ballando con Miss Italia, la signora Patrizia Mirigliani, patron del concorso, dovrebbe adesso pretendere con forza di difendere le proprie origini.

Miss Italia ha aiutato le ragazze a credere che ci fosse qualcosa di più che restarsene relegate in cucina. Le ha aiutate ad affermare se stesse con maggior sicurezza. Miss Italia è una fotografia della società che cambia. Le donne oggi possono diventare chirurghi o casalinghe, manager o mogli, e decidere liberamente di sfilare in bikini senza sentirsi una donna-oggetto, ma consapevoli della propria femminilità.

Eppure sarà anche vero che la bellezza salverà il mondo, come hanno più volte ricordato ieri sera citando Dostoevskij, ma ciò potrebbe non bastare a salvare un format-televisivo di cui non sentivamo la mancanza, nonostante l’esigenza di più Miss Italia in TV.

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