Miley Cyrus evoca i Pink Floyd in un album a sorpresa

Era difficile alzare il tiro dopo la sua scandalosa performance con Robin Thicke nel 2013, ma Miley Cyrus, presentatrice dell’ultima edizione degli MTV Video Music Awards 2015, c’è riuscita. La cantante americana l’ha fatto a suon di autfit trasgressivi e bizzarri, a limite del nudo e un po’ di cattivo gusto: extensions lunghissime, body sgambati e coloratissime mise à la Lady Gaga. Questi gli elementi con cui la ventitreenne ha catalizzato l’attenzione su di sé per tutto lo spettacolo, sorprendendo i suoi fan e scioccando la stampa, inneggiando al sesso e alla droga.

Forte di questa nuova onda mediatica che l’ha investita, Miley è ritornata con il suo quinto album da studio, Miley Cyrus & Her Dead Petz, progetto in collaborazione con i The Flaming Lips, pubblicato un po’ a sorpresa senza grandi clamori precedenti.

Pubblicato dalla Smiley Miley Inc., il disco, di cui la Cyrus è anche produttore esecutivo, contiene ventitré tracce, e benché sia la perfetta prosecuzione di Bangerz, si presenta un po’ più psichedelico del precedente lavoro della cantante, benché mutui da quest’ultimo alcune collaborazioni come quella con Big Sean, Ariel Pink e Sarah Bathel dei Phantogram, con una composizione a metà tra lounge dark, country e pop. Lanciato dal singolo Dooo it, offerto in download gratuito dall’artista sul suo sito ufficiale, l’album si caratterizza per la presenza di molte ballad, tra cui Karen Don’t Be Sad, vede tra i suoi pezzi migliori BB Talk, e ruota intorno a tematiche come sesso, alcol e droga.

Un lavoro senza dubbio trasgressivo, che prova a rievocare le atmosfere anni ’70 dei Pink Floyd, e quella libertà un po’ hippy un po’ sfacciata di cui Miley è la perfetta incarnazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *