TELEVISIONE

“Made in Italy”: su Amazon Prime Video, la serie che racconta la moda italiana

Su Amazon Prime Video è arrivato Made in Italy. Per la prima volta una produzione Taodue Film (Mediaset), insieme a The Family, è stata distribuita in anteprima sulla piattaforma streaming a pagamento del colosso di vendite on-line.

Otto puntate per raccontare la nascita, o per meglio dire l’affermazione, della moda italiana (di quel made in Italy, appunto) nel mondo.

Siamo nella Milano degli anni ’70, la giovane laureanda Irene si ritrova a lavorare come assistente per la rivista di moda Appeal.

Greta Ferro in “Made in Italy”

Protagonista è la giovanissima Greta Ferro, già affermata modella, qui al suo debutto come attrice. Insieme a lei la bravissima Margherita Buy, nelle vesti della terribile direttrice del magazine che, con tanto di capelli corti platino, ci ricorda subito l’iconica Miranda Priestley.

Un Diavolo veste Prada vintage, lo potremmo definire, che ha dalla sua il pregio di far indossare per la prima volta veri costumi originali dell’epoca.

Sono gli anni in cui i grandi stilisti della moda italiana rivaleggiano, e forse superano per la prima volta, i couturier francesi. Albini, Curiel, Fiorucci, Krizia, Missoni, Valentino sono soltanto alcuni dei brand che hanno aperto i loro archivi prestando alla serie abiti e accessori del tempo.

Marghedita Buy in “Made in Italy”

Girata tra Milano, New York e il Marocco, vede la regia di Luca Lucini e Ago Panini, regista pubblicitario tra i più affermati a livello internazionale.

Tanti i volti noti che incontreremo nel corso degli episodi, da Raoul Bova che interpreta Giorgio Armani, a Stefania Rocca (Krizia), passando per Marco Bocci (John Sassi).

Made in Italy racconta anni di grande cambiamento per l’Italia, non solo per la moda, ma per il costume del tempo: sono gli anni del divorzio, dell’emancipazione della donna, delle grandi battaglie sociali, delle proteste giovanili. Anni che hanno profondamente cambiato e segnato il nostro Paese.

La fiction segue un po’ la falsariga de Il Diavolo veste Prada, Irene infatti è un po’ una Anne Hathaway, universitaria che vuole mantenersi agli studi lavorando, e che tenta di farsi strada in un ambiente difficile, a tratti ostile e spietato.

Il progetto è ambizioso, il risultato forse non è propriamente riuscito, se non nella narrazione della storia della moda italiana, ma Made in Italy resta una buona occasione per ripercorrere una parte importante della storia del nostro Paese e vedere bellissime ambientazioni milanesi: dai palazzi nobiliari alle location d’eccezione come la bellissima Villa Necchi (già nel primo episodio), passando per gli accenni biografici degli stilisti. Ma non riesce a catturare lo spettatore, manca una fotografia capace di valorizzare davvero abiti e accessori, tentando invece di rievocare l’italianità cavalcando l’onda della nostalgia.

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