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L’eterna bellezza di Canova a Palazzo Braschi a Roma

Tra le mostre più interessanti di questo autunno c’è senza dubbio Canova – Eterna Bellezza, mostra che il gruppo Arthemisia porta a Palazzo Braschi a Roma, ripercorrendo la vita e le opere del noto scultore che per gran parte della carriera ha operato proprio nella Capitale. Un’esposizione che, come l’omologa napoletana da oltre 300.000 visitatori al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, non disdegna il raffronto con l’antico, da cui l’artista ha mutuato temi e forme. Lungo il percorso espositivo infatti ritroviamo anche sculture provenienti proprio dal MANN, che dialogano felicemente con i bianchissimi marmi canoviani, come una statua di un amorino alato, un Cupido, che rende persino l’originale scultura romana più moderna, al punto da non riuscire a distinguere quale sia quello di Canova e l’Eros Farnese dell’Archeologico. Sì, perché è soprattutto questa l’eterna bellezza di Canova, la capacità di aver reso immortali sculture “moderne” al pari di quelle classiche, regalandoci opere iconiche senza tempo che continueremo a guardare con ammirazione, guadagnandosi l’appellativo di “nuovo Fidia”.

Marmi, gessi preparatori, ma anche oli. Sì, perché c’è anche il Canova meno noto in questa mostra, il pittore, che ha reso omaggio con le sue pennellate a uomini e donne del suo tempo, cogliendone la loro essenza.

Una mostra, questa, che osa, facendosi quasi interattiva, con alcune sculture e grandi cessi posti su pedane girevoli che ne consentono una visione a tutto campo, senza necessariamente girarci intorno, ma permettendo al visitatore di poterle ammirare in tutta la loro magnifica possanza anche attraverso specchi opportunamente installati agli angoli delle sale, ponendo l’accento anche sulle sale del bellissimo Palazzo Braschi che ospita l’esposizione.

Un percorso immersivo, che introduce il visitatore nelle stesse atmosfere del XIX secolo, quando l’autore mostrava le opere ai suoi ospiti illuminate solo dalla tenue luce di una candela. E ora come allora, i visitatori sono invitati a munirsi di una candela e avvicinarsi alle sculture per osservarne i dettagli.

E come in un gioco di scatole cinesi arriva la mostra nella mostra: lungo il percorso di visita è possibile ammirare anche gli intensi bianchi e neri di Mimmo Jodice, che ben enfatizzano le sculture di Canova, esaltandone forme e delicati volti. Un’esperienza da non perdere, che sarà aperta al pubblico fino al 15 marzo 2020.

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