EVENTI E MOSTRE

L’Annunciazione del doge Grimani. Al Palazzo delle Paure a Lecco

Le mostre qualche volta possono anche rispondere allo spirito del Natale. In occasione delle Feste c’è un grande evento a Lecco da non sottovalutare, ed è l’esposizione de L’Annunciazione del doge Grimani. Un’opera realizzata da Jacopo Tintoretto probabilmente tra il 1582 e il 1587. 

Un’opera che risponde perfettamente al tema classico dell’Annunciazione, e raffigura il momento in cui l’Arcangelo Gabriele appare a Maria per darle la lieta novella. 

Un dipinto, com’era in voga ai tempi, “attualizzato” in era contemporanea dell’artista. La scena infatti si svolge all’interno di una stanza ampia ed elegante, di gusto senza dubbio rinascimentale, in cui da una grande finestra a vetri si intravedono delle montagne in lontananza. 

Maria è inginocchiata, intenta nell’atto di pregare con un Libro d’Ore appoggiato e aperto. 

È una scena intima quella che si presenta al visitatore, che scorge la seggiola con il cuscino da ricamo, e ha la percezione di quella che può essere la vita di una donna semplice.  

L’arcangelo Gabriele, che compare insieme ad una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo, regge in una mano il giglio, che rappresenta invece la purezza. 

Non si sa chi sia l’originario committente di quest’opera, ma secondo la documentazione in nostro possesso, possiamo dedurre che a partire dal 1750 entra a far parte della collezione del doge Pietro Grimani (da cui prende il nome).  

Intorno alla metà dell’800 entra a far parte della Collezione Lechi a Brescia, per passare alla collezione Castiglione a Vienna agli inizi del ‘900, in Germania nel primo ventennio e poi infine alla Alte Pinakothek di Monaco. Arriverà in Italia dove sarà esposto a Firenze alla Mostra dell’Antiquariato di Palazzo Strozzi del 1967, per poi essere battuto all’asta nel 1989 arrivando alla collezione (privata) attuale. 

È Roberto Longhi che ne segnala la genuinità, attribuendola ad un periodo giovanile dell’artista. Da sempre considerata autografa, l’opera potrebbe avere avuto, come suggerisce Paola Rossi in un suo studio, qualche intervento da parte del figlio di Jacopo, Domenico Tintoretto, benché non si riesca pienamente e con esattezza a coglierne la mano. 

È un’opera di alta fattura, di grandissima qualità, come si evince dalla stessa figura dell’angelo in volo. 

L’esposizione di questo dipinto è un vero e proprio regalo di Natale, soprattutto se si considera che è stato esposto appena quattro volte in un secolo.  

Il mistero dell’arte Tintoretto rivelato, questo il titolo della temporanea, esposta al Palazzo delle Paure fino al 2 febbraio 2020 ed è curata da Giovanni Valagussa è stata infatti promossa dalla parrocchia di San Nicolò/comunità pastorale Madonna del Rosario con il Comune di Lecco.  

«Attraverso questo evento artistico vogliamo ridire i motivi per i quali noi Cristiani festeggiamo il Natale – ha detto Monsignor Davide Milani – offrendo alla visione di tutti un capolavoro che racconta la Parola di Dio che entra nella storia». 

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